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Bimbi dimenticati in auto, arriva il salvavita hi-tech

Antonio Cruciani ha brevettato un dispositivo che potrebbe risolvere il problema

 

di Daniele Luzi

Antonio Cruciani
Antonio Cruciani

Ascoli, 14 giugno 2013 - UNA DIMENTICANZA che diventa tragedia: l’ultimo fatto di cronaca è di appena qualche giorno fa, quando a Piacenza un bimbo di appena due anni è morto dopo essere stato lasciato in macchina dal padre. Anche dopo questo doloroso fatto Antonio Cruciani ha voluto tirare fuori dal cassetto quel brevetto depositato nel 2011 e che avrebbe potuto evitare un dramma simile. Ma quell’idea è rimasta ancora tale, visto che nessuno ha mai voluto dargli seguito costruendo un prototipo e poi magari commercializzarla. Con tanto di documentazione, Cruciani ci ha quindi spiegato cos’è e come funziona il sistema da lui ideato per la salvaguardia dei bambini e delle persone non autosufficienti qualora restino all’interno dell’abitacolo per l’involontario abbandono da parte del conducente. «Con questa idea voglio sopperire alla carenza di soluzioni tecniche per prevenire fatti di questo tipo» ha spiegato Cruciani, il quale ha poi elencato le caratteristiche del suo ‘salvavita’.

L’intero sistema ha la grandezza di un quadernone ed ha al suo interno una serie di componenti: può essere applicato direttamente sotto la base del seggiolino oppure sistemato in un contenitore autonomo di piazzare dentro l’auto. Il sistema si basa su due rilevatori: la temperatura e il tempo. Entrambi vengono precedentemente impostati e, quando dopo il periodo di tempo definito la temperatura si innalza oltre un certo limite (anche questo già programmato) scatta il primo segnale d’allarme: partono le telefonate ai numeri inseriti in memoria e, nel caso in cui si trovino numeri occupati, in automatico si passa al successivo. Se dopo un tot di tempo non c’è stato alcun intervento, parte la seconda fase dell’allarme, con ulteriori telefonate. L’ultimo step prevede invece l’accensione di segnali acustici e luminosi di cui il sistema è dotato, per far sì che anche i passanti si possano accorgere che qualcosa non va; e in più, vengono inviati sms con le coordinate per localizzare la vettura così da permettere eventualmente di raggiungere con più rapidità il mezzo. «Il sistema è completo — ha aggiunto Cruciani — e vale per bambini e disabili. Dopo aver inizialmente provato a proporre questa idea ho rinunciato, perché non ho trovato risposte positive. Può essere un supporto importante, per evitare che si ripetano disgrazie di questo tipo».

Daniele Luzi

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