Offida, 4 marzo 2017 - «Lucciarini smentisca o si dimetta». Se il Pd, chi più chi meno, ha scelto la linea del silenzio, spostandoci un po’ più a sinistra ecco che arriva l’aut aut per il sindaco di Offida. A lanciarlo sono Rifondazione comunista, Sinistra italiana, Partito comunista italiano e associazione Qualcosa di sinistra. A oltre una settimana dal fattaccio del «Bove finto», durante il quale Lucciarini ha aggredito alcune persone, tra cui una donna, la sinistra radicale chiede una presa di posizione forte da parte del primo cittadino offidano.

«Valerio Lucciarini si sarebbe reso protagonista di tafferugli e atti di violenza, arrivando in un’occasione a sferrare un pugno sul volto di una donna e provocandole lesioni e una prognosi di dieci giorni – scrivono in una nota –. Abbiamo atteso per quasi una settimana una smentita da parte del primo cittadino di Offida, presidente dell’Unione dei comuni della vallata del Tronto e vice segretario regionale del Pd. Per quasi una settimana abbiamo taciuto, ritenendo il silenzio una forma di ‘garanzia’ rispetto a una vicenda che al momento non troverebbe riscontro in nessuna denuncia».

Lucciarini, per la verità, qualcosa ha anche detto. Chi invece non ha proferito parola è il Pd, ad esclusione di Giampiero Giorgi, membro del circolo del quartiere di Monticelli, che ha scritto ai vertici democratici per chiedere l’espulsione dal partito di Lucciarini. «Abbiamo atteso un chiarimento anche dal suo partito, il Pd, partito che governa Offida, la nostra provincia e la Regione, e che si dichiara impegnato nella lotta alle violenze – scrivono ancora dalla sinistra radicale –. Al momento non abbiamo letto nulla, se non una parziale assunzione di responsabilità da parte di Lucciarini, che comunque giustifica le violenze in un ‘contesto di goliardia’.

Ed ecco la richiesta definitiva di chiarimento: «Se quanto continuiamo a leggere sui giornali e i social network è falso, cioè se Lucciarini non si è reso protagonista di nessuna violenza, gli chiediamo di dichiararlo e di procedere con tutte le azioni, anche legali, per tutelare la sua immagine e quello che egli rappresenta per la comunità. Troverà tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà se i giudici gli daranno ragione. Se invece quello che leggiamo è vero, se cioè Lucciarini ha partecipato a risse e colpito anche una donna, gli chiediamo di spiegare pubblicamente quanto accaduto, scusarsi e rassegnare le sue dimissioni da sindaco e presidente dell’Unione dei comuni della vallata. In qualità di sindaco, Lucciarini è responsabile dell’ordine pubblico e della sicurezza delle manifestazioni che si svolgono nella sua città, ordine pubblico che tuttavia egli per primo avrebbe turbato. Ci chiediamo, inoltre, con quale autorevolezza l’amministratore potrà in futuro trattare temi oggi cruciali, per esempio il bullismo e la violenza. Se Lucciarini ha commesso quelle violenze – di cui scrivono i giornali e soprattutto se le ha commesse deliberatamente – è del tutto evidente che deve assumersi tutte le responsabilità. Non esistono motivazioni di goliardia, non esiste mai la sfera privata quando si compiono violenze, tantomeno se si indossa la fascia tricolore».