Offida (Ascoli Piceno), 26 febbraio 2017 - Il borgo medievale di Offida si veste di rosso e di bianco e accende il divertimento. Anche quest’anno il ‘Bove Finto’, momento clou del Carnevale, ha fatto registrare momenti di spettacolo puro, anche se non sono mancati attimi di tensione, con alcuni partecipanti che hanno dovuto ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso. 
Sembra che, protagonista di uno degli alterchi, sia stato anche il sindaco, Valerio Lucciarini, che sentito telefonicamente non fa sconti a se stesso: «Nella foga della manifestazione si creano anche situazioni poco piacevoli, mi dispiace che sia successo anche a me. Il Bove Finto è un momento di sano divertimento e non bisogna lasciare spazio a baruffe. Posso aver sbagliato, ma non è giustificabile». 

Gli abitanti di Offida, molto legati alla tradizione, invece non vogliono neanche sentir parlare di baruffe: «Al bove si viene per divertirsi, si socializza, si corre, nell’enfasi della festa, coinvolti da questo spettacolo entusiasmante, si possono registrare anche spintoni, fa parte del gioco, ma sia chiaro è puro divertimento». 
Il venerdì grasso la cittadina si ferma per celebrare questa particolare giornata. Le vie, le piazze si riempiono di persone, inizia la corsa del bue, che spunta dietro le antiche mura medievali, un bue una volta vero, oggi finto.
I partecipanti incalzano l’animale tra urla e fischi, non gli danno tregua. La sagoma costituita da un’intelaiatura in legno e ferro, rivestita di un panno bianco e rosso corre nelle vie, tra mille giravolte, tra l’emozione dei presenti. C’è chi cerca di inseguirlo, c’è chi invece fugge. Sfidare un toro per un torero è come sfidare il proprio destino. E così accade anche al Bove Finto. 

Tra le corse e le urla scorrono fiumi di vino rosso, un binomio indissolubile con il bove. Offida accoglie tutti i partecipanti, le case della cittadina per l’occasione si aprono e offrono i prodotti tipici. La corsa ha termine all’imbrunire, quando il bove viene simbolicamente matato. Le corna secondo la tradizione devono toccare la colonna del municipio, che ancora oggi reca il gancio su cui veniva legato in passato l’animale. 
Poi il bue ucciso viene portato in processione per le vie al suono dell’inno tradizionale del carnevale storico offidano. Offida è riuscita a trasformare un evento che in passato era crudele e sanguinario, in quanto l’animale era vero e a termine della corsa veniva ucciso, in uno spettacolo divertente che ogni anno fa registrare tantissime presenze. Soltanto che, alcune volte, il vino scorre a fiumi e c’è chi, inebriato dall’alcol, non riesce a trattenersi. Venerdì l’ultimo caso, con spintoni e persone al pronto soccorso.