Bologna, 5 luglio 2012 – Una città senza zanzare? Una stagione senza quei fastidiosissimi insetti che rendono insopportabili le serate afose d'estate? Beh, il sogno potrebbe presto trasformarsi in realtà. A rendere possibile l'estinzione delle zanzare e, soprattutto, della più temuta, la zanzara tigre, sono alcuni entomologi bolognesi, guidati da Gian Umberto Accinelli. Cinelli, ideatore di Eugea, spin off dell'università di Bologna, ha diffuso una soluzione ecologica per l'eliminazione di questi animaletti: il balcone anti-zanzare, ideato dal Centro Agricoltura e Ambiente. Il ricercatore ha parlato di questo particolare 'kit' a Radio24, durante la trasmissione 'Smart city, la città intelligente', condotta da Maurizio Melis.
 

Durante l'intervista di Chiara Albicocco, Accinelli ha affermato di aver “scoperto che esistono in natura, a livello autoctono, dei piccoli crostacei che si chiamano copepodi. Questi micro-crostacei sono dei formidabili predatori di larve di zanzare. Li abbiamo allevati in un grande laboratorio e adesso li commercializziamo per i cittadini. Il cittadino nel 'kit' riceve una scatoletta contenente acqua e copepodi. Questi piccoli gamberetti vanno matti per la zanzara tigre. Diciamo che a loro piace molto la cucina etnica”.

Accinelli poi spiega come si utilizza il particolare 'pacco' che annienta le zanzare. “I copepodi vanno versati in cisterne d’acqua o in una bacinella d’acqua sul balcone di casa. Le zanzare tigre andranno a deporre le uova proprio in queste piccole riserve. Le larve che usciranno dalle uova verranno subito attaccate dai copepodi. Se in tanti adottassimo questo procedimento, il livello di popolazione della zanzara tigre diminuirebbe. Sia chiaro, non è l’ultima parola per l'eliminazione di qyesto insetto, ma sarebbe un grosso passo in avanti”.

Infine, il ricercatore bolognese parla di un nuovo progetto curato dal suo entourage per portare la biodiversità in città. “Ci proponiamo di collegare le zone naturali limitrofe alla città con la città stessa. Cerchiamo di far entrare la natura attraverso dei 'corridoi' nelle nostre strade, attraverso una tecnica di ecologia applicata. Si tratta di scatoline contenenti semi di piante o insetti utili. Poi, c'è anche un aspetto sociale. Tutte le nostre produzioni sono fatte a mano da ragazzi delle cooperative”.

di Matteo Zanichelli