San Lazzaro (Bologna), 24 giugno 2017 - Dalla ‘lista nera’ degli oltre 1000 contribuenti che a San Lazzaro non hanno versato dal 2011 al 2016 la Tari è emerso anche un nome insospettabile: trattasi del Pd locale che in occasione dell’organizzazione della Festa dell’Unità alla Cicogna, una fra le più importanti a livello provinciale, risulta non aver pagato al Comune, negli ultimi sei anni, la tassa sui rifiuti.

E’ quanto ha confermato il sindaco Isabella Conti, l’altra sera, durante l’ultima seduta di consiglio comunale, in risposta all’interrogazione depositata dalla consigliera Silvia Fava del M5S in cui veniva chiesto l’ammontare del costo del servizio rifiuti e della tassa di occupazione del suolo pubblico a carico della Festa dell’Unità negli anni dal 2007 ad oggi e se i pagamenti di entrambi i tributi fossero stati regolarmente effettuati dal Pd.

E il sindaco ha così risposto con un no: alle casse comunali manca infatti il versamento di oltre 40mila euro di Tari che, su richiesta dello stesso Pd, potrebbero essere rateizzati in circa trenta mesi. In regola invece, risultano all’amministrazione comunale, i versamenti della Cosap (tassa di occupazione del suolo pubblico, ndr) per un totale di 111mila per il periodo dal 2007 al 2016. Isabella Conti, però, non si è mostrata sorpresa dal dato. Anzi, ha colto l’occasione per rivendicare il buon operato della sua amministrazione nella gestione del recupero degli oltre 2 milioni di euro di tributi comunali finora non versati, tra i quali il nome del Pd era già emerso. Come dire: già si sapeva e già avevamo provveduto.

«Durante il nostro lavoro, grazie anche all’ausilio di una società esterna che lavora a sostegno degli uffici – ha dichiarato infatti il sindaco – sono emersi 1052 casi, per l’anno 2016, di accertamenti legati alla Tari, in particolare 370 casi di omesse denunce e 682 di denunce infedeli. Tra questi oltre mille casi, c’è anche il Pd per quanto riguarda la Festa dell’Unità alla Cicogna, verso il quale già nell’ottobre 2016, appena emerso questo dato, il Comune ha attivato la procedura di recupero della somma, così come per gli altri mille casi di mancato pagamento».

Un quadro, quello descritto dal sindaco, che non convince però la consigliera Silvia Fava. «Abbiamo ricevuto una risposta parziale rispetto al problema che abbiamo posto – sostiene –. Ritengo inammissibile il fatto che non ci sia stata data alcuna risposta relativamente al periodo che va dal 2007 al 2010, di cui avevamo invece espressamente richiesto i dati nella nostra interrogazione». Ma su questo aspetto il sindaco ha ricordato che l’amministrazione comunale non ha la facoltà di fare verifiche per un periodo che vada oltre i cinque anni antecedenti a quello in cui viene messo in atto l’accertamento, ovvero in questo caso, non si può guardare a prima del 2011. Insomma, come dire, per il passato ‘mettiamoci una pietra sopra’.