Bologna, 12 ottobre 2017 - Dagli ambienti agli arredi; dall’organizzazione interna (con aperture dalle 7 alle 19,30, sabato, vacanze natalizie, pasquali ed estive). La nuova direttiva prevede poi che, oltre alle tradizionali sezioni omogenee per età, si possano organizzare sezioni miste per favorire la relazione tra bambini di età diverse.
al dialogo con le famiglie e ancora di più massima attenzione per evitare maltrattamenti e abusi sui più piccoli: tutto per il benessere dei piccolini con meno di tre anni. Si muove in questa direzione la riforma del sistema di nidi, micronidi e servizi integrativi dell’Emilia-Romagna (0-3 anni iscritti nei 1.199 servizi educativi sono oltre 32.500 a fronte di 40.160 posti disponibili, disegnata in un’apposita direttiva da viale Aldo Moro.

Una direttiva che, in attesa del via libera previsto a fine mese della Giunta regionale, viene ‘anticipata’ da uno stanziamento di fondi, per il solo 2017, di oltre 7,3 milioni di euro (di cui 2 milioni 72 mila euro per Bologna) destinati alla gestione e alla qualificazione dei servizi per la prima infanzia.
«Garantire la continuità dei servizi per la prima infanzia è una priorità fondamentale- sottolinea la vicepresidente e assessore regionale al Welfare, Elisabetta Gualmini-. Con le risorse trasferite ai Comuni diamo certezza sull'organizzazione dei servizi. La nuova direttiva sull'organizzazione e il funzionamento conferma l'interesse della Regione per asili nido di qualità, dove ai bambini sia garantito il benessere e la possibilità di sviluppare al meglio le proprie capacità e potenzialità».

La novità più significativa, introdotta dalla direttiva, riguarda il personale, in particolare le educatrici. E si pone l’obiettivo di prevenire casi di maltrattamenti e abusi dovuti a condizioni di stress o inadeguatezza al proprio lavoro. Il testo della Regione stabilisce che i gestori, pubblici o privati, degli asili o dei servizi definiscano un piano specifico finalizzato alla prevenzione, valutazione e gestione del rischio stress da lavoro. Nel documento devono essere indicate, in modo esplicito, gli strumenti messi in campo per garantire ai bambini e alle loro famiglie la massima tutela. Tra questi, la formazione, il lavoro di gruppo, il raccordo costante con il Coordinamento pedagogico territoriale e, laddove emergano segnali di disagio psicologico, un supporto specialistico al personale da concordare con le Aziende sanitarie.

Infine, un’importante cambiamento riguarda l’obbligo della preparazione interna alla struttura, in cucine attrezzate, dei pasti per i bambini dai tre ai nove mesi di età.