Bologna, 8 settembre 2017 – Dopo il licenziamento deciso dalla cooperativa bolognese Lai-Momo, per il mediatore culturale di origini pachistane arriva anche l’iscrizione nel registro degli indagati. L’accusa di istigazione a delinquere verte sulle frasi postate su Facebook dopo gli stupri di Rimini.

Alla Procura di Bologna sarebbe arrivata la denuncia di una donna di Reggio Emilia, la quale avrebbe compilato un modulo predisposto da un’associazione che tutela le vittime di abusi.

Stupro di Rimini, frase choc su Facebook, Abid si difende: "Attaccano gli immigrati"

Il procuratore aggiunto Valter Giovannini, coordinatore del gruppo ‘Fasce deboli’, ha delegato le indagini alla Squadra Mobile. Nel faldone dell’inchiesta finiranno anche gli atti del licenziamento.