COSA ci fa un battitore, antico strumento per la trebbiatura del grano trainato dai buoi, tra due orti di Fico? E davvero la prima seminatrice era trainata dai contadini e non dagli animali, come testimonia l’attrezzo perfettamente conservato sotto ai portici di Fico? Tutto vero: i due strumenti in questione fanno parte dei 40 antichi attrezzi che il Museo della Civiltà contadina di Bentivoglio ha deciso di portare all’interno del parco agroalimentare. Per consentire ai visitatori un tuffo nella nostra storia agricola, quell’insieme di saper fare e colpi d’ingegno che ha contribuito a rendere grande la cultura alimentare italiana nel corso dei secoli. L’allestimento permanente del Museo, all’interno di Fico, si estende su uno spazio di 2mila metri all’aperto, lungo il perimetro esterno del parco, ed è suddiviso in quattro sezioni: grano, canapa, vite e riso.

UNO spazio aperto ai visitatori che permetterà di creare un ponte con la spettacolare collezione completa (circa diecimila pezzi) ospitata a Villa Smeraldi, nella ‘Bassa’ alle porte di Bologna. Lo schema è lo stesso pensato per Expo Milano, quando il museo della Civiltà contadina di Bentivoglio ‘prestò’ alcune delle sue attrezzature storiche per allestire il Padiglione Zero, dedicato alla storia dell’agricoltura. Questa volta, però, si tratta di un’esposizione permanente e del tutto complementare a quella ufficiale, poiché gli spazi guadagnati a Fico nulla tolgono al Museo e, anzi, aggiungono ulteriore spazio per permettere di esporre oggetti finora non visibili al pubblico.