Minerbio (Bologna), una rivoluzione senza precedenti, dopo il blocco dell’importazione di canna da zucchero, durante le Guerre Napoleoniche, accelerò lo studio e perfezionò lo sfruttamento di una nuova fonte zuccherina: la barbabietola. Da allora è stata fatta tanta strada ma, nonostante i processi produttivi si siano raffinati, il cuore resta lo stesso. Sotto l’ala di Fico, fra passato e futuro, lo zucchero avrà il posto che merita, come spiega il presidente di Coprob, Claudio Gallerani.

Gallerani, con quali speranze guardate a Fico?

«Già con Expo ci siamo convinti che la promozione del Made in Italy sia la strada da seguire. Di Fico noi vogliamo essere l’ingrediente dolce, perché il nostro connubio tra qualità, genuinità e innovazione ne rispecchia le premesse».

Qui si partirà dalla storia.

«Le radici del parco che sorge a pochi chilometri da Minerbio, dove siamo nati, sono le stesse di Coprob: la volontà di tutelare l’agricoltura, ma anche la fatica e le persone che si celano alle sue spalle, come raccontiamo nel parco».

Lo zucchero, che futuro ha?

«Anche noi ci stiamo proiettando nel 4.0, fra robotica e meccatronica, il futuro che ci sta a cuore parla soprattutto di sostenibilità».

È una risorsa pulita?

«Certo, e non un prodotto chimico, come alcuni affermano sulla base di un luogo comune. Lo zucchero è il risultato di una lavorazione sostenibile, che Fico ci aiuterà a illustrare dal vivo».

Oltre a questo, come si articola la vostra presenza?

«Coprob ha uno stand proprio nel cuore di Eataly World, con la filiera bieticola esposta ai visitatori in modo accattivante, dalla semina all’impacchettamento finale, e siamo certi che l’opportunità sia senza precedenti, in particolare per il marchio Italia Zuccheri».

I pacchi con il volto degli agricoltori che conosciamo già?

«Proprio di quelli, nati con l’intento di far sapere che i nostri bieticoltori, insieme a noi, mettono sempre la faccia nel loro mestiere, come testimonia anche l’impegno sul fronte del biologico, che in un paio d’anni, dopo un triennio di bietole bio, ci darà il nostro primo zucchero 100% biologico».

Altre novità da annunciare?

«Tra poco arriverà Nostrano, il primo zucchero grezzo di barbabietola, meno raffinato, ugualmente buono e di una tonalità vicina a quella dello zucchero di canna. Il nome può essere letto come un gioco di parole, fra l’assenza di stranezze e l’italianità».

Ci sono partnership tra voi e altri protagonisti di Fico?

«Abbiamo un’importante intesa con il maestro pasticcere Santi Palazzolo, artista dei dolci siciliano divenuto ambasciatore della gastronomia nel mondo, dopo essersi rifiutato di pagare il pizzo».