FABIANA Scavolini è amministratore delegato di Scavolini, azienda italiana leader nel settore cucine.

Scavolini, quali investimenti avete messo in campo per Fico?

«Siamo molto fieri di far parte di un progetto che ha tutte le carte in regola per candidarsi a raccogliere l’eredità di Expo a Bologna. I nostri investimenti si sono concentrati nell’attrezzare e arredare quattro aule didattiche che supporteranno l’anima divulgativa del progetto, con le nostre collezioni cucina e living. LiberaMente e il Sistema Parete ‘Fluida’ faranno da cornice scenografica a tante manifestazioni cui prenderanno parte milioni di persone. E poi spazi dedicati all’educazione alimentare e ambientale ma non solo, e ambienti polifunzionali che potranno prestarsi a iniziative indirizzate a target diversi».

Cosa vi aspettate quindi da una vetrina così prestigiosa?

«La qualità dei partner coinvolti e la vastità del progetto ci auguriamo garantiscano una grande affluenza, portando così visitatori da tutto il mondo per apprezzare e sperimentare le nostre cucine. La Fabbrica Italiana Contadina diventerà la struttura di riferimento a livello internazionale per la divulgazione e la conoscenza dell’immenso patrimonio enogastronomico dell’Italia e non solo. Scavolini apporterà il suo contributo nell’ottica di tramandare la cultura della qualità italiana e del sapere artigiano».

Pensate di poter trovare nuova linfa vitale grazie a Fico?

«La formula che ci ha permesso di diventare leader del settore cucine è la stessa che concorre a costruire il nostro successo mondiale: un prodotto di design e di qualità ‘made in Italy’, unito all’alta personalizzazione, all’eccellente servizio assistenza e all’ottimo rapporto qualità-prezzo, ma soprattutto all’attitudine a innovare, aderendo a progetti straordinari come quello di Fico. Un altro importante passo per far conoscere il nostro marchio».

L’evento influirà nel rapporto con gli altri gruppi del settore?

«Essere gli unici produttori di cucine coinvolti ci onora e conferma ancora una volta la nostra capacità di essere sempre un passo avanti rispetto ai nostri competitors. Innovare è uno degli asset che da sempre costituiscono il nostro Dna, un esempio è il nostro modo di fare comunicazione: siamo stati pionieri nell’utilizzo della tv nel settore dell’arredamento nel 1975 sulla Rai e sulle emittenti private nel 1984; nel 1996 abbiamo inaugurato la nostra presenza web per instaurare un contatto diretto con i consumatori e nel 2010 abbiamo aperto i nostri profili sui più famosi social network. E da quest’anno, primi nel comparto, vendiamo anche on-line con il nostro Scavolini e-shop».

Quali progetti futuri potranno prendere il via grazie a Fico?

«Ci auguriamo che dal punto di vista dei contenuti, della didattica e delle forme di narrazione del cibo, il parco si animi e diventi un punto di riferimento del settore attraverso gli eventi, corsi, iniziative culturali e laboratori multimediali tematici. L’aspetto che ci preme approfondire in quest’iniziativa e in tutte quelle che scaturiranno da questo progetto è quello di poter far toccare con mano la qualità della nostra produzione e di far vivere delle esperienze uniche ai nostri consumatori».