Scheggino (Perugia), IN UN LUOGO magico come Fico non poteva certo mancare uno dei suoi frutti più preziosi, quel tartufo. Il migliore ambasciatore di un gioiello tanto antico e prezioso non può essere che Urbani Tartufi, il marchio umbro che, con un secolo e mezzo di storia alle spalle, fu il primo in assoluto a lavorare in Italia questa delizia.

Olga Urbani, come avete ‘scovato’ Fico?

«Il merito è di quel trascinatore che è Oscar Farinetti, con il quale collaboriamo già da tempo in tutti gli Eataly del globo».

Quali sono i caratteri di questa partnership di lungo corso?

«La nostra intesa si fonda sugli ‘Urbani Truffle Bar’, presenti negli Eataly, compreso Fico, con oltre 600 prodotti e una formula che ammicca al fast-food, con un calice di vino e un uovo al tartufo al posto degli hamburger».

Cibo veloce, ma con un’anima per intenditori.

«L’idea di fondo è garantire pietanze di alto a livello anche a chi non ama stare a tavola per ore, perché siamo convinti che la qualità della vita passi anche dalle piccole cose e che questa sia una buona ricetta per farci ambasciatori del Made in Italy all’estero».

Perché il tartufo di Fico sarà targato Urbani?

«Perché Urbani incarna il meglio della tradizione italiana di questa pregiata materia prima e fonda la sua posizione di leadership sulla continuità familiare, tramandata oggi dal presidente Bruno e da mio padre Paolo, a me, ai miei cugini Carlo e Gianmarco, ai miei figli Luca e Francesco e all’ultima nata Ginevra, figlia di Giammarco e sua moglie Paola, anche Sindaco di Scheggino».

Come vi presenterete a Fico?

«Accanto al Truffle Bar avremo un punto vendita, ma il fiore all’occhiello sarà una tartufaia ricostruita per intero, dalla quale cavare i tartufi con il proprio cane per poi gustarli da noi. La nostra presenza a Fico è frutto della visione del designer Andrea Rocchi, della Elan Contract di Perugia».

Ma non sarà questa, pare, la vostra unica iniziativa.

«Un progetto al quale teniamo moltissimo è Truffleland, l’azienda nata da un’idea di mio figlio Francesco che mira ad incentivare la produzione di tartufi, illustrata a Fico, dai nostri esperti».

E ul fronte didattico?

«Sappiamo che la formazione dei visitatori è al centro degli interessi di Fico e, per le visite che riempiranno la nostra tartufaia completamente sostenibile, abbiamo predisposto un percorso informativo, tra gastronomia, botanica e storia di questa eccellenza».

Oltre ai tartufi?

«Non vanno dimenticati i funghi, anch’essi destinatari di tutta la nostra competenza e passione che commercializziamo con successo da qualche anno grazie all’intuito di Giammarco Urbani».