Bologna, 3 ottobre 2017 - Sono i corsi storici ad avere portato la Flay Spa, azienda imolese di imballaggi industriali e logistica integrata, alla sua storia attuale. L’inizio di tutto è una società milanese del settore, per la quale negli anni ’70 lavorano Sergio Ziveri ed Enrico Pittarello, che decidono di mettersi in proprio. Ziveri fonda la Packing Service a Imola e Pittarello la Transpack a Padova, dalla quale nel 2016 nasce la Flay srl a Ozzano. Quest’anno, dall’accordo tra Ziveri e il figlio di Enrico, Nico Pittarello, nascerà la Flay Logistic spa.

Ziveri, della nuova società lei sarà il presidente.

«I nostri bilanci, aggregati, arriveranno a circa 20 milioni. Sette le sedi: Imola, la principale, poi Massa Lombarda, Piacenza, Valsamoggia e tre a Ozzano...».

Perché così tante?

«Il lavoro di logistica e di imballaggio, per funzionare, deve essere effettuato vicino alla sede produttiva del cliente, se non addirittura al suo interno».

Dentro agli stabilimenti produttivi? Si fidano?

«Una volta era rarissimo. I costruttori facevano tutto da loro, pur di non permettere a nessuno di entrare a guardare macchine, processi e prodotti. Ma quasi tutti hanno capito, col tempo, che imballaggio e logistica sono lavori molto complessi. Puoi costruire la macchina migliore del mondo, ma se arriva danneggiata dal cliente sarà stato inutile».

Oggi, perciò?

«Sempre più spesso lavoriamo dal cliente. Intervenendo nella progettazione, per dare indicazioni sulla base delle esigenze di trasporto. E ci occupiamo spesso anche di acquisto materiali, approvvigionamenti, gestione magazzino, logistica in generale. Un servizio completo che prende in consegna il prodotto al termine della linea produttrice e lo gestisce fino all’arrivo dal cliente».

Una bella responsabilità.

«Sappiamo come fare. Un imballaggio, oggi, è cosa complessa. Fatto di legno ma anche ferro, cartone, plastica. Pensato per resistere agli urti, alla salsedine nei viaggi in mare, alle intemperie, ai cambi di pressione nei voli aerei. Con un lavoro di progettazione altamente tecnologico e l’uso della tecnologia anche nel trasporto».

Che prodotti trasportate?

«Lavoriamo principalmente per le aziende di meccanica e del packaging del territorio: macchine fino a 200 tonnellate per undici metri d’altezza. Ma capita di imballare di tutto: dalle carrozzerie di auto da corsa a preziosissime e fragilissime opere d’arte».

Packing e Flay erano competitor. Perché unirsi?

«Siamo stati competitor per molti anni. Ma partendo da una storia professionale comune e credendo entrambi nel rispetto del lavoro altrui. Queste precondizioni ci hanno permesso di sederci a un tavolo e ragionare su questa fusione. Dalla quale si genereranno economie di scala e una crescita che sarà ben superiore alla somma delle nostre precedenti dimensioni».