Cesena, 9 ottobre 2017 - Crescono a Cesena i Testimoni di Geova (stando alla fonte interna al movimento religioso), il movimento religioso cristiano nato negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento e incentrato sulla lettura e l’interpretazione letterale della Bibbia. I Testimoni di Geova dedicano il mese di ottobre a una campagna a campagna informativa su disastri e calamità.

Quanti sono gli affiliati cesenati?

“Oltre seicento – risponde il rappresentante per i media locali Francesco Minotti – per lo più famiglie, che si ritrovano da martedì a domenica alla sala del Regno di Torre del Moro. Abbiamo cinque gruppi formatisi in base alla vicinanza di abitazione che si riuniscono due volte alla settimana”.

Ci sono testimoni di Geova anche nati all’estero e qui residenti?

“Diversi bulgari ed esiste una congregazione spagnola, oltre ad altri disseminati in varie etnie. I locali faticano a contenerci e abbiamo un’altro luogo di ritrovo a Forlimpopoli, oltre a quello di Mercato Saraceno. A Gambettola apriremo una nuova sala del Regno”.

Cosa c’è al centro della vostra attuale riflessione religiosa?

“Il tema della pace che Dio ci dona in un mondo stravolto dallo stress”.

Seguitate a predicare nelle strade e nelle case, a costo anche di umiliazioni, se l’interpellato tronca subito il discorso?

“Facciamo quello che insegnano Bibbia e Vangelo. È così che si predica, noi seguiamo l’esempio”.

Eravate ad assistere alla venuta di papa Francesco domenica 1° ottobre?

“No. Rispettiamo le altre religioni ma non eravamo interessati perché non riconosciamo primati al pontefice romano”.

In che cosa consiste la vostra sensibilizzazione su disastri e calamità?

“Purtroppo aumentano, anche nella nostra zona e prepararsi a simili eventi può essere il fattore chiave per sopravvivere. La Bibbia dice che ‘l’accorto che ha visto la calamità si è nascosto’ (Proverbi 17:12). Ci sono precise azioni che ognuno di noi può mettere in atto fin da subito per ‘nascondersi’, ripararsi ed essere pronti per affrontare eventuali situazioni d’emergenza. Illustriamo dunque queste condotte di tipo pratico che hanno già salvato vite umane”.