Fermo, 21 luglio 2017 - Dalla fusione tra le due Confindustria di Ascoli e Fermo è nata Confindustria Centro Adriatico, dopo il voto all’unanimità delle due assemblee, tenutesi a Villa Lattanzi. Il presidente della neonata organizzazione è Simone Mariani, attuale presidente di Confindustria Ascoli, mentre il vicario è Giampietro Melchiorri, presidente di Confindustria Fermo. Direttore è Giuseppe Tosi, attuale direttore di Fermo.

Dopo 35 anni di divisione, si riuniscono le due Confindustria territoriali. “I tempi sono cambiati - spiega Tosi, che insieme a Vizioli e ai due presidenti ha lavorato al nuovo statuto e alla nascita della newco -, come le regole dei mercati. Il cambiamento era necessario. Nel 2014 il vicepresidente nazionale Pesenti diede delle linee ben chiare: servivano associazioni su base preferibilmente regionale o quantomeno interprovinciale”.

Parlando di numeri, 800 sono le imprese che si riuniscono con due milioni di introiti contributivi. Oltre 200 imprese nel settore moda-calzaturiero, 113 nel terziario, 70 nella metalmeccanica, 70 nell’edilizia, 50 negli accessori e 50 nell’agroalimentare. Cresce il turismo che arriva a 40 aziende. Un ruolo importante lo giocano la plastica, i trasporti, la meccanica e l’edilizia. 

Il presidente Simone Mariani parla di Confindustria Centro Adriatico come di “una organizzazione più solida, veloce e con la voce più forte grazie a strumenti, competenze, servizi efficienti ed efficaci, grazie a funzionari aggiornati. Tutto questo possiamo dare ora che lavoreremo insieme”.

E tra le priorità ci sarà il sostegno alle imprese, in primis a quelle colpite dal terremoto con nuovi servizi che Ascoli ha già pianificato, come i vademecum per orientarsi tra la legislazione e i decreti governativi in continuo cambiamento, e che Fermo aiuterà ad ampliare. 

L’unione tra le due territoriali è stata accolta con entusiasmo dalla Confindustria Nazionale: “La commissione nazionale si è riunita ieri e ha deliberato il riconoscimento per Confindustria Centro Adriatico di una rappresentanza in Consiglio generale. Noi non eravamo certi della premialità, perché non scontata. La commissione ha apprezzato la fusione tra Ascoli e Fermo, sia perché abbiamo superato una lunga storia di divisione, sia perché abbiamo dichiarato di procedere con una fusione completa e totale e definitiva. Senza ripensamenti”.

I prossimi step sono chiari e programmati: “I due presidenti si siederanno dal notaio per la costituzione ufficiale della newco. Dopo le ferie, tra settembre e ottobre, riprenderanno lavori e si procederà nella costituzione degli organi. Presidente e vicario sono stati già nominati. Verrà nominato il consiglio di presidenza e il consiglio generale. Contestualmente verranno rinnovate le sezioni, sono una quindicina, con il principio della pari rappresentanza dei due territori”.

Per il momento restano divisi patrimoni, crediti e debiti. “Valuteremo la soluzione migliore. Roma ci ha consigliato di creare una Fondazione, lo valuteremo nei prossimi mesi” concludono i direttori che ribadiscono: “Da alcuni anni il rapporto con gli associati è cambiato. Se fino a qualche anno fa il rapporto consisteva nella richiesta di aiuto dall’azienda all’associazione. Oggi il rapporto è diverso. Le imprese sono impegnate e hanno bisogno di essere stimolate e cercate. Questo faremo insieme e lo faremo con una struttura mobile, che non avrà case fisse. Saremo dove serve alle imprese e soprattutto di proporremo”.