Ferrara, 19 dicembre 2016 - «Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cona prenda in considerazione l’opportunità di destinare parte dell’ospedale ad ospitare 4mila rifugiati».

Ad avanzare la proposta-choc è il ‘Comitato vittime della pubblica amministrazione’ che vede nel business dell’accoglienza la via principale per rientrare in quello che definisce «uno scostamento assoluto» tra costi e ricavi di 13,138 milioni di euro che necessita di un piano di riento. «Abbiamo il timore - entra nel dettaglio Aldo Ferrante per il gruppo - che si riducano i servizi e le prestazioni per i cittadini allungando conseguentemente i tempi di attesa, costringendo gli utenti a dover rivolgersi alla sanità privata per avere prestazioni in tempi ragionevoli, quindi pagando le visite specialistiche o strumentali». La soluzione, a sentire il comitato, sarebbe dunque quella di ospitare nel nosocomio migliaia di extracomunitari.

E questo, naturalmente, bloccando ricoveri programmati e procedendo alle dimissioni di pazienti che possono proseguire le cure a casa. «Questa operazione oltre ad essere umanitaria - sostiene - consentirebbe in un solo mese di recuperare la totalità del ‘debito’ quantificato dal piano di rientro» e garantirebbe «il mantenimento degli attuali livelli di assistenza sanitaria per la cittadinanza».

Ma non è tutto. «Se poi si volesse continuare con l’assistenza ai rifugiati anche nei mesi successivi - la conclusione - si potrebbero addirittura raggiungere dei profitti utilizzabili in maggiori servizi e prestazioni per la collettività ferrarese, riducendo i tempi di attesa».