Ferrara, 8 novembre 2017 - A Bergamo ha finito la partita con un occhio nero e l’impronta dei tacchetti di Fleuler sulla tibia. Sono i tratti distintivi di Federico Viviani, il regista operaio al quale mister Semplici non può proprio rinunciare. Un po’ perché in organico non esistono alternative all’altezza della situazione, ma anche perché il tecnico si è accorto di quanto il 25enne cresciuto nella Roma sia importante nell’economia della squadra. Non è un caso se dall’inizio del campionato Viviani ha saltato appena 10 minuti, lasciando il campo soltanto una volta nel finale della gara contro l’Inter. Solo Gomis ha giocato di più. In serie A nessuno gli aveva dato la stessa fiducia prima d’ora, se si considera che sia a Verona (l’Hellas ne detiene ancora il cartellino) che a Bologna non è nemmeno arrivato a quota 20 presenze, e Viviani la sta ripagando a modo suo. Con calci di punizione che a Ferrara non vedevamo da anni e un modo di interpretare il ruolo estremamente pragmatico. Il numero 77 non è dinamico e difficilmente sorprende le difese avversarie con improvvise verticalizzazioni, però distribuisce il gioco in maniera sapiente e soprattutto si sacrifica in fase di interdizione come l’ultimo dei mediani.

Negli occhi dei tifosi spallini probabilmente al momento restano impressi i suoi magistrali calci piazzati, da quello che ha fulminato Reina rimettendo in equilibrio il match col Napoli a quello che domenica scorsa ha strozzato in gola l’urlo di gioia prima dell’intervallo, però ciò che fa impressione è vedere Viviani nella ‘top five’ tra i giocatori di serie A in ben tre statistiche diverse. Partiamo dalla corsa: il regista della Spal non è un velocista, però a quanto pare è un diesel che percorre oltre 11,5 km di media a partita. Soltanto Pulgar (Bologna), Parolo (Lazio), Fossati (Verona) e Gonalons (Roma) corrono di più. Nella graduatoria dei falli subiti invece Viviani è addirittura secondo a quota 31, preceduto da Torreira (Sampdoria) con 36 e davanti a gente come Cuadrado e Papu Gomez. Incredibile ma vero. Però la statistiche più sorprendente in assoluto è forse quella dei palloni recuperati, che vede Viviani in quarta posizione assoluta a quota 52 alle spalle di Torreira, Radovanovic e Skriniar. Un regista atipico, insomma, consapevole di avere finalmente la chance di consacrarsi in serie A. E pronto ad indossare l’elmetto per non farsela scappare.