Imola, 13 aprile 2017 - Due milioni di euro per prevenire il disagio, l’abbandono scolastico, l’isolamento, la dipendenza dai social network, la ludopatia. Il tutto promuovendo l’offerta di opportunità educative per il tempo libero. Dalla Regione arrivano nuove risorse per gli adolescenti e i giovani. Si tratta di un milione 950 mila euro che saranno destinati, tra il 2017 e il 2018, attraverso quattro bandi distinti, a finanziare su tutto il territorio regionale progetti di sostegno ai ragazzi tra gli 11 e i 24 anni.

In particolare, il progetto ‘I grandi assenti del welfare. Nuove politiche per i giovani e gli adolescenti in provincia di Bologna’ è unicamente destinato al territorio della Città metropolitana di Bologna, di cui Imola è il Comune più esteso, dopo il capoluogo. Si tratta di un progetto sostenuto da un contributo di 750mila euro che la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna ha assegnato alla Regione per avviare due nuovi bandi, di cui uno prossimo al via mentre l’altro è in programma la primavera del 2018. Destinatari sono i soggetti che, nella Città metropolitana, si occupano dei più giovani e degli adolescenti, che in tutto il territorio provinciale sono oltre 116mila.

I soggetti a cui il progetto è rivolto sono quindi enti locali, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, oratori e parrocchie. Le risorse, che servono a realizzare progetti educativi e sociali, copriranno due anni: la prima tranche, di 375mila euro, finanzierà un bando al via nelle prossime settimane; con la seconda, di pari importo, nel 2018 sarà finanziato il secondo bando. «Imola, con l’importante presenza di soggetti del terzo settore, ha tutte le carte in regola per partecipare a questi progetti – commenta il vicesindaco Roberto Visani, presente ieri in Regione in occasione della presentazione dell’iniziativa -. Oggi gli adolescenti hanno bisogno di adulti significativi e di luoghi dove possano sentirsi accolti e valorizzati. L’assenza degli adulti è all’origine della cosiddetta povertà educativa. Si tratta di una povertà nascosta, che nessuno vede ma che limita le potenzialità e le aspirazioni dei ragazzi».

L’assessore con delega alle Politiche sociali auspica inoltre che «queste risorse possano generare nuove opportunità e rafforzare la collaborazione e la sinergia fra gli attori del cosiddetto quadrilatero formativo: famiglia, scuola, istituzioni e terzo settore. Insieme – continua - dobbiamo offrire ai nostri ragazzi luoghi e opportunità di aggregazione capaci di generare comportamenti responsabili e fiducia verso la vita».