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Carpi, un quartiere 'congelato' per la mancanza di fondi

Progetto di 280 alloggi e di un hotel fermo da 11 anni

Edilizia,lavori

È FERMO da undici anni il piano di riqualificazione urbana (Pru) dell’affaccio est della stazione e anche nei prossimi anni difficilmente verrà realizzato. Secondo il piano originario approvato nel 2000, dovrebbe sorgere nell’area un grosso complesso residenziale, con 280 appartamenti di edilizia privata, un’area commerciale, edilizia sociale, un albergo di cinque piani, parcheggi e un sovrappasso ciclopedonale alla ferrovia: un progetto che andava bene per la Carpi di dieci anni e che oggi non è più appetibile.
TUTTI gli anni viene inserito nel piano investimenti, compare anche nel piano 2012-2014 e si tratta del’intervento più corposo: 4 milioni di euro, di cui 1,7 previsti nel 2012 e 2,5 nel 2014. Di queste risorse circa la metà, poco meno di due milioni di euro, saranno erogate dalla Regione: l’accordo di programma, siglato nel 2004 tra gli undici soggetti pubblici e privati proprietari di terreni ed edifici nella zona, prevedeva un finanziamento regionale del Pru pari al 50% delle spese di progettazione e circa 1,2 milioni di euro per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare destinati all’affitto concordato su aree comunali.
Nel 2005 è stato approvato il Progetto esecutivo di un piano particolareggiato di iniziativa privata, era tutto pronto per costruire gli appartamenti: dagli oneri di urbanizzazione ricevuti dagli attuatori del piano, il Comune avrebbe coperto il resto delle spese per realizzare i parcheggi e il sottopasso ciclopedonale. Da quel momento però, tutto si è fermato: la crisi economica ha investito come un tsunami il mondo dell’edilizia e i costruttori si sono fermati.
«IL PRU è stato inserito nel piano poliennale degli investimenti 2012-2014 perché dobbiamo rispettare un accordo siglato con la Regione, con i soggetti attuatori privati e con Acer — spiega l’assessore all’Urbanistica Simone Tosi — ma escludo che nei prossimi tre anni si possano vedere le palazzine in quell’area. Finchè è in vigore questo accordo noi lo rispettiamo — prosegue — tenendo presente che non sono soldi del Comune accantonati ma risorse che arriverebbero da finanziamenti esterni e da oneri di urbanizzazione».
DOPO dieci anni, le esigenze di Carpi sono cambiate. «C’è sicuramente una necessità di aggiornare il piano, dovremo discuterne con i soggetti coinvolti — dice Tosi — per quanto riguarda il Comune, le opere per noi importanti nel Pru sono i parcheggi e il sottopasso ciclopedonale, oltre agli interventi di edilizia sociale».

di SILVIA SARACINO

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