Modena, 23 agosto 2016 - Ex facchino alla stazione ferroviaria di Carpi, volontario all’Avis dove si prodigava per dare panini e succhi di frutta ai donatori di sangue, giocatore di bocce e di biliardo alla polisportiva Dorando Pietri. Fino all’istante in cui ha puntato la pistola contro la moglie malata, Pierino Corradini ha vissuto nella più assoluta normalità (FOTO). La sua potrebbe essere la vita di tantissimi anziani carpigiani: una vita modesta, fatta di duro lavoro e di riposo a casa con la moglie, i tre figli sistemati con le loro famiglie. In casa una pistola e un fucile, forse da caccia, entrambi regolarmente detenuti.

Nel palazzo in via Belgrado 1, in bocciofila e nel bar Atene vicino casa, tutti sapevano che la moglie si era ammalata. Ma Corradini ne parlava raramente, non si lamentava mai di quanto gli pesasse stare vicino a Maddalena che da anni soffriva sia di demenza senile che di Alzheimer. Lo vedevano portare a casa la spesa, le medicine, buttare la spazzatura nel cassonetto, mentre la moglie usciva di rado. Solo con una vicina di casa, Luisa Mammi, titolare del bar Atene, Corradini si è lasciato andare ad una confidenza. Domenica mattina l’anziano era seduto sulla panchina di fianco alla porta di ingresso del palazzo. Appariva stanco, lo sguardo perso nel vuoto.

«Mi ha detto ‘adesso mi vedrai spesso Luisa, non posso più guidare la macchina perchè non sto bene e così ho preferito darla a mia figlia» racconta la vicina di casa. Corradini guidava una vecchia utilitaria che teneva sempre lucida e parcheggiata sotto il palazzo. «E ho un pensiero con mia moglie – ha proseguito rabbuiandosi in volto – ha una malattia e quando succede qualcosa è sempre colpa mia».

Né i figli né i vicini di casa o gli amici della bocciofila l’avrebbero mai immaginato capace di prendere una pistola e sparare alla moglie. Lui che amava vestirsi di tutto punto, con la giacca, la cravatta e una coppola di feltro sulla testa, era sempre cordiale e gentile con tutti. Apriva la porta alle signore del palazzo, chiedeva se avessero bisogno di aiuto. Ma la disperazione che covava era nascosta ma enorme, tanto da schiacciargli il cuore. Probabilmente ad aggravare la sua condizione hanno pesato anche alcuni problemi di salute che l’avevano colpito di recente, forse legati al cuore. Ma nelle ultime settimane aveva ricominciato a uscire, si vedeva spesso in polisportiva. Ieri mattina la rabbia, il dolore, la frustrazione, hanno preso il sopravvento sulla sua lucidità e, come ha detto lui stesso alla polizia, se non fossero venuti ad arrestarlo avrebbe girato l’arma contro sé stesso.