Modena, 4 ottobre 2017 - Le mura ancora non ci sono ma il futuro polo Sant’Agostino accoglie il suo primo vero contenuto. Dopo un lungo iter, infatti, è nata ieri la Fondazione Modena Arti Visive, istituzione che riunisce e integra (ma non è una fusione) Galleria Civica, Fondazione Fotografia e Museo della Figurina. A battezzare il nuovo soggetto giuridico è stato un cda ad hoc che ha nominato direttrice la storica dell’arte e curatrice padovana Diana Baldon, scelta tra una rosa di quattro candidate, già neo direttrice della Fondazione Fotografia da cui però ora decadrà per via della creazione del nuovo ente.

Presidente sarà il manager di lungo corso Gino Lugli (indicato da Comune e Fondazione, fondatori e soci al 50 e 50 della Fondazione Arti Visive) con al suo fianco, nel consiglio di amministrazione, Martina Bagnoli, Luigi Benedetti (in quota a Palazzo Montecuccoli), Paolo Credi e Daniela Goldoni (scelti dal Comune). L’integrazione tra i tre istituti culturali lascerà intatte le singole identità, ma avrà l’obiettivo di aumentare la visibilità dei rispettivi patrimoni in un’ottica di sinergia e visibilità internazionale, alimentando il Polo Sant’Agostino di iniziative innovative con mostre e laboratori interdisciplinari dalla fruibilità nuova.

La Fondazione è stata presentata in una conferenza stampa in Municipio dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Paolo Cavicchioli, insieme alla Baldon e Lugli. I lavoratori sono rigorosamente in corso e la stessa direttrice ha ammesso che ci vorrà tempo per definire programmi e linee comuni. Per ora, come confermato da Cavicchioli, si sa che il budget iniziale della Fondazione sarà di circa 2 milioni di euro con una squadra, contando i vari dipendenti pubblici e privati dei tre musei, di 27 persone. Le sedi resteranno tre con la convergenza in un’unica realtà logistica quando il Sant’Agostino sarà pronto. Inevitabile una riflessione sull’equilibrio (difficile) tra pubblico e privato di cui la Fondazione è l’emblema. Muzzarelli, però, esclude problemi: «Il Comune avrà più peso rispetto ai privati perché è lui a definire le politiche culturali cittadine».

Ed è lo stesso sindaco a definire «un giorno importante quello di oggi perché raggiungiamo un traguardo a lungo inseguito. Immaginiamo Modena Arti Visive come un sistema vitale nel quale il risultato è superiore alla somma delle parti, proprio perché improntato a sprigionare idee ed energie, e non alla conservazione statica». Cavicchioli plaude a «un modello di governance innovativo che mette al centro il Comune coi privati a dare valore aggiunto».

Emozionata la Baldon, fresca di nomina ma già pronta a tracciare la rotta: «Dopo tanti anni in Scandinavia avevo voglia di tornare in Emilia. Siamo davanti a un progetto che avrà un’idea molto estesa di arte contemporanea». Forte di esperienze in big come la Ferrero, Lugli dà fiducia «a una holding straordinariamente interessante e ambiziosa. Sono lusingato di farne parte». Ora non resta che aspettare l’avvio dei lavori del Polo Sant’Agostino, progetto accarezzato e atteso da tempo immane. «Ci avviamo alla conclusione della Conferenza dei Servizi – assicura Muzzarelli – poi andremo in Consiglio dove penso ci saranno tutte le condizioni per passare poi alla fase operativa».