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Pesaro

LA NOMINA

Maurizio Tarsetti batte 5 candidati:
il Conservatorio ha un nuovo direttore

Tarsetti, eletto dal corpo docente al primo turno, assumerà l'incarico il 1° novembre e sostituirà l'attuale direttore Marco Giannotti. Fino a tale data svolgerà le funzioni di vice

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Pesaro, 14 marzo 2008 - Il Conservatorio ha un nuovo direttore. E’ Maurizio Tarsetti, docente di pianoforte complementare ed ex vice-direttore dal ’97 al 2006. Il corpo docente lo ha eletto al primo turno, preferendolo ad altri cinque candidati di alto spessore: Ludovico Bramanti (pianoforte principale), Giovanna Franzoni (organo), Filippo Maria Caramazza (composizione), Lorenzo Bavaj (pianoforte principale) e Marco Cola (pianoforte principale).

 

Tarsetti assumerà l’incarico il 1° novembre, alla scadenza (31 ottobre) del mandato dell’attuale direttore Marco Giannotti. Fino ad allora, svolgerà le funzioni di vice, subentrando temporaneamente alla collega Giovanna Franzoni. Il prossimo 3 aprile si svolgerà l’elezione del consiglio accademico, dopodiché i dirigenti neo-eletti getteranno le basi del nuovo progetto operativo. Sui punti strategi di questo programma, Maurizio Tarsetti si riserva di ufficializzare i dettagli.

 

"Per adesso annuncio solo — commenta il nuovo direttore — che l’obiettivo fondamentale è di accrescere il prestigio e la qualità dell’istituto". E precisa: "Qualità che, comunque, è già di alto livello, come dimostrano la stima di cui godono alcuni artisti usciti dalla nostra scuola e il valore dei professionisti che periodicamente vengono a svolgervi master class. Ad esempio, la scorsa settimana abbiamo ospitato per tre giorni Karl Leister, il più grande clarinettista del mondo. Il Conservatorio gode di grande stima, soprattutto all’estero, dove siamo apprezzati più che in patria".

 

Eppure, il Conservatorio Rossini non sta attraversando un periodo del tutto roseo. "Ci sono meno iscritti di una volta — spiega Tarsetti —, ma a mio avviso è dovuto alla diminuzione di natalità e alla quantità di impegni che hanno oggi i giovani. Lo studio della musica è un’attività seria, che richiede una forte motivazione. Chi si iscrive è consapevole che gran parte della giornata la trascorrerà a studiare e che, quindi, avrà poco tempo per impegnarsi in altre attività. O si entra seri o lo si diventa, per questo non abbiamo problemi di bullismo e di droghe".

Patrizia Bartolucci










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