Pesaro, 18 marzo 2017 - Più di 700 contagiati, in Italia, dall’inizio dell’anno con un amento, rispetto allo stesso periodo del 2016, di oltre il 230 per cento. L’allarme per l’improvviso ritorno di fiamma del morbillo in Italia arrivato dal Ministero della Salute è rimbalzato nella nostra provincia, dove però al momento non si segnalano casi da parte di medici, pediatri, reparti ospedalieri. C’è da dire che le recenti azioni di richiamo dei soggetti non vaccinati nella fascia compresa tra i 20 e 25 anni, sia a Fano che ad Urbino, stanno dando un buon margine di sicurezza. Sono cresciute anche le coperture vaccinali infantili che, secondo dati ufficiosi, nella popolazione infantile fino a 24 mesi di vita hanno raggiunto l’89,90 per cento ad Urbino e l’85,31 a Fano.

Resta invece problematica la situazione di Pesaro dove, pur essendo il tasso di vaccinazione salito dal precedente 67% all’attuale 72 per cento, siamo molto lontani dall’immunità ‘di gregge’ che si realizza quando almeno il 95 per cento dei soggetti decide di immunizzarsi riducendo la circolazione dei virus e le possibilità che i non vaccinati possano ammalarsi. Ma c’è un altro aspetto che non fa dormire sonni tranquilli ai sanitari.

«Siamo vicinissimi (in termini di eventuale contagio, ndr) a Pescara, dove da febbraio si è diffusa un’ epidemia di morbillo che in poco più di un mese ha fatto registrare 75 consulenze nel reparto Infettivi dell’ospedale civile e 25 ricoveri per i casi più gravi – spiega un pediatra, la cui indicazione tra l’altro è confermata anche da altri medici pesaresi – Basta un solo contagio con uno dei nostri giovani che non sono stati vaccinati per questa malattia in passato, per creare un potenziale elemento di allarme anche da noi».

Infatti il dato più rilevante è che metà dei malati risultano essere soggetti non vaccinati di età compresa tra i 20 e i 40 anni, finora tutelati dall’immunità di gregge. Ma col calo generale delle coperture, questa fascia scoperta dal vaccino ha contratto la malattia. Del resto, c’era da immagiarselo, visto che generalmente l’epidemia di morbillo ha un ciclo ogni quattro anni. In Italia si era manifestata nel 2012 ed ora è tornata. Per questo già a gennaio(in pieno allarme meningite), alcuni medici erano tornati a ricordare l’importanza del vaccino contro il morbillo considerando che la fase epidemica si può bloccare solo se la popolazione ha una copertura tra il 92 e il 95 per cento.