Reggio Emilia, 15 agosto 2017 - L’incontro Italia-Israele potrebbe rappresentare una sfida non soltanto dal punto di vista sportivo, ma anche dell’ordine pubblico per la nostra città. La partita di calcio, prevista il 5 settembre al Mapei, è un incontro della Nazionale valido per la qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. L’arrivo dei giocatori di Israele nella nostra città porta con sé anche alcune incognite, che le massime autorità cittadine e i vertici delle forze dell’ordine si stanno preparando ad affrontare e che riguarda anche, ma non solo, l’allerta terrorismo scaturiti dai fatti internazionali degli ultimi mesi.

In concomitanza con la settimana della partita di calcio, e anche il giorno stesso, alcuni gruppi di attivisti pro Palestina si stanno infatti mobilitando per fare alcune iniziative pubbliche, come incontri, un convegno e forse anche una manifestazione pubblica, che saranno precedute, da quanto apprendiamo, anche da un incontro con i giornalisti, per sensibilizzare sui problemi dei territori occupati. La rete che sta organizzando questi eventi include, tra gli altri, anche il gruppo Bds di Bologna – che sostiene la causa dei palestinesi – e che vede alcuni membri anche nella nostra città. Da quanto trapela, pare che gli organizzatori abbiano chiesto non solo a esponenti politici reggiani, ma anche ad alcune società sportive, di appoggiare la loro iniziativa pubblica, che vuole protestare contro una circostanza vissuta come un sopruso, cioè il fatto che le squadre di Israele delle più alte categorie giochino nei territori occupati.

Ma il match sportivo potrebbe richiamare in città anche ultras e gruppi di estrema destra che potrebbero tenere per l’occasione comportamenti antisemiti, dal saluto romano fino ad altre forme di provocazione, come avvenuto in passato in altre città in occasione di eventi, sportivi o culturali, che vedevano gli israeliani come protagonisti.

La partita di calcio potrebbe così essere accompagnata da un clima di tensione, oltretutto incrociata: sia per la presenza in città di gruppi pro Palestina – data per certa – sia per quella, eventuale, di quelli di estrema destra, entrambi schierati, seppur per motivi diversi, contro Israele. Non solo: tra i simpatizzanti della causa palestinese, tra cui molti esponenti della sinistra radicale, e quelli di ultradestra, potrebbero esserci frizioni nel caso in cui estremisti di entrambi gli schieramenti mettessero in atto comportamenti provocatori o violenti.

Finora l’Italia ha affrontato in quattro occasioni la nazionale israeliana (tre successi e un pareggio) e giocherà per la seconda volta nella sua storia a Reggio: l’unico precedente risale al 15 novembre 1995, per un match valido per le qualificazioni al campionato europeo del 1996 chiuso con il risultato di quattro a zero grazie a una tripletta di Gianfranco Zola e a una rete di Alessandro Del Piero.

I vertici delle forze dell’ordine si stanno già mobilitando sia per intercettare in anticipo l’eventuale arrivo di estremisti, sia per stroncare sul nascere possibili disordini. E, come sempre avviene in vista di partite di calcio delicate – come nei precedenti casi di Sassuolo-Stella Rossa Belgrado, giocata nell’agosto 2016, quando arrivò allo stadio il capo ultrà serbo Ivan Bogdanov e gli sbocchi su piazza Prampolini vennero chiusi mettendo di traverso i mezzi Iren, o come Reggiana-Parma nel dicembre 2016 – l’attenzione è alta.

Presto si riunirà anche il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, guidato dal nuovo prefetto Maria Forte, come conferma anche il questore Isabella Fusiello: «Il match con Israele – afferma il questore – è una partita ‘sensibile’. Nei prossimi giorni ci riuniremo in prefettura, raccoglieremo tutte le informazioni e metteremo in atto i dispositivi necessari». Risulta al momento l’arrivo in città di soggetti pericolosi per l’ordine pubblico? «Per ora no – risponde il questore – ma se dovessero esserci ci attrezzeremo nel modo dovuto».