MARIAGIUSEPPINA BO
Cronaca

Il grande popolo di Casa Cervi: "Si deve lottare con la cultura"

Migliaia di persone da tutta Italia ieri nei campi rossi di Gattatico, per la festa di Liberazione. Fausto Nicolini: "Abbiamo trovato una lettera che Alcide scrisse a mio padre in carcere".

Il grande popolo di Casa Cervi: "Si deve lottare con la cultura"

Il grande popolo di Casa Cervi: "Si deve lottare con la cultura"

Per festeggiare il 25 aprile Festa della Liberazione, una folla a perdita d’occhio, intorno alle diecimila persone, soprattutto giovani, invade dal mattino pacificamente i campi rossi di Casa Cervi a Gattatico. Alle 13 sono già numerosissimi. Le code per il cibo, le bevande e per entrare nel museo sono lunghissime. I fazzoletti al collo tricolore e rossi dei Cervi sventolano nell’aria, moltissimi i giovani e mamme e babbi con i figlioletti e anche cani al seguito. Da mesi al lavoro, già ieri mattina alle 7 gli organizzatori di Casa Cervi, sono all’opera per preparare la grande festa. Stanno scaricando 5200 panini, 600 chili di pasta per gnocco, bibite, birra, vino, approntando le casse, i tavoli, l’accoglienza. Nell’aia, nei campi si allestiscono gli stand, tra le tante associazioni, l’Anpi, l’associazione giovani Tamil, il gazebo della Cgil. Nei campi un po’ di pozzanghere, fango, che si attacca alle suole delle scarpe, una brezza più che frizzantina.

Ma nessuno ferma il popolo di Casa Cervi. Alle 9 già arriva gente: ci sono code alle casse, negli stand, invaso il museo, la stanza dei racconti ai bambini. Alle 11 inizia la musica dal palco, il video della Fondazione Sarzi con la storia antifascista delle due famiglie Sarzi e Cervi unita, presentano Paola Varesi (responsabile museo Cervi e Rossella Cantoni (presidente Fondazione Sarzi). Nel prato babbo Luca di Padova con la piccola Cecilia, 6 anni ("vVenivo qui quando lei doveva nascere e ora che c’è deve essere testimone"); mamma Giulia, di Genova, con i due piccolini ("son qui per loro, credo che questo momento, soprattutto oggi sia importante"). Fra la folla anche un anziano con la sedia a rotelle. Apre le musiche Cisco alle 12: grandi applausi, sul prato il delirio. Intanto in sala Genoeffa Cocconi la proiezione del graphic novel ’Ne è valsa la pena la vita del comandante diavolo’, sul partigiano Germano Nicolini alla presenza della nipote Francesca e del figlio Fausto. Fausto dice: "Sono onorato di essere qua in casa Cervi, ho imparato la storia esulando dai libri o dalla scuola perché era mio padre che me la insegnava, abbiamo fatto un libro con Massimo Storchi e solo dopo abbiamo trovato una lunga lettera che papà Cervi scrisse a mio padre, quando era in carcere, lo esortava a resistere; e mio padre commentava, dicendo ’certo con quello che hai patito tu, in fin dei conti, io sono ancora vivo, in carcere anche se è un’ingiustizia questo mi aiuta ad andare avanti ed a rimanere resistente fino in ultimo’". In sala diversi giovani, seduti per terra, Jacopo Marconi e la cugina Olga Prati di Poviglio, affermano: "Siamo qui per ricordare, per ascoltare la storia dei nostri eroi, dei sette fratelli Cervi, adesso conosciamo anche quella di Nicolini. Il 25 aprile è la massima rappresentazione della battaglia di Liberazione; non bisogna dimenticare, il futuro è nostro ma va cambiato il metodo di lottare, occorre farlo con la cultura, con l’impegno, studiare, leggere, perché è ciò, che non ci porterà mai via nessuno. Questa festa è anche una valorizzazione dei nostri territori".

Verso sera l’esibizione musicale più attesa sul palco, quella di Frankie Hi-Nrg Mc.