Reggio Emilia, 9 settembre 2017 - Il campione reggiano di basket Piero Montecchi è nell’occhio del ciclone. Nel vero senso della parola. L’ex cestista infatti vive a Miami e si sta preparando ad affrontare lo spaventoso uragano «Irma» che nelle prossime ore si abbatterà sulla Florida, dopo aver già mietuto diverse vittime nei Caraibi. Si trova lì con la sua famiglia, ma è bloccato a causa della chiusura di tutti gli aeroporti. Dunque si sta barricando in casa, facendo scorta di provviste e cercando di rinforzare le mura. Sono ore difficili e di grande tensione.

Montecchi, com’è la situazione?

«Preoccupante e spaventosa. Ci stiamo preparando a questo evento nel modo migliore possibile. Negli Stati Uniti i media sono ancora più sensazionalisti rispetto all’Italia, quindi speriamo che l’allarmismo superi i reali effetti che causerà l’uragano. Noi stiamo seguendo in tempo reale un sito governativo che dà informazioni utili e fedeli. Speriamo bene…». Con chi si trova al momento? «Con la mia famiglia. Siamo in sei: io, mia moglie Windy, i miei figli Samuele e Gabriel, i miei suoceri e anche due cani. La paura c’è, ma cerchiamo di non farci trovare impreparati».

Già due giorni fa hanno ordinato l’evacuazione della «zona rossa» di South Beach, ovvero le abitazioni e i locali che si trovano più vicino all’Oceano e dunque potenzialmente più pericolosa. Lei dove abita?

«Come si dice in gergo, sono downtown, ovvero nella città e non sulla parte della penisola. Ma non siamo comunque lontani dal mare. Dunque arriverà anche qui… Dalle ultime previsioni, l’uragano toccherà terra all’alba di domenica (domani mattina, ora locale, ndr)».

Dove andrete?

«Non sappiamo dove andare purtroppo. Non è semplice organizzarsi e gestire una situazione così complicata. Gli aeroporti sono chiusi e hanno cancellato centinaia di voli. Gli alberghi nelle altre città sono pieni, non è facile trovare un posto dove dormire. Dunque, anche mettersi in viaggio con la macchina è sconsigliato se non si ha una mèta ben precisa. La direzione del tornado non si conoscerà fino all’ultimo, perché tanti piccoli fattori possono fare la differenza, dunque il rischio è di essere sorpresi in auto e di avere poco scampo».

Dunque resterete barricati in casa?

«Stiamo cercando un posto sicuro, anche se essendo in sei e in più con due animali, i nostri spostamenti non sono così immediati. Se non lo troveremo, rimarremo chiusi nella nostra casa che comunque non è di legno, ma è resistente. Almeno spero… Sto rafforzando le mura per cercare di attutire le raffiche di vento e ci stiamo organizzando al massimo».

Che clima si respira attorno a lei?

«Si vedono scene apocalittiche. Ho fatto sette ore di fila in una falegnameria per comprare materiali per rinforzare la casa. Sono tutti preoccupatissimi. Gli scaffali dei supermercati sono stati letteralmente svuotati, anche noi abbiamo fatto scorta di beni necessari. Dai, ci salteremo fuori».

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