Rimini, 3 dicembre 2017 - Albergatore pesta a sangue funzionario della Rai che gli consegna il verbale per il pagamento del canone. L’uomo è ora alla sbarra con l’accusa di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. La sua ‘giustificazione’ è che l’aveva scambiato per un truffatore.

I fatti risalgono al maggio del 2016 , quando il funzionario della Rai addetto per la regione Emilia Romagna, si presenta in un hotel di Miramare, gestito da un 43enne, di origine napoletana. L’oggetto del contendere è un verbale per il pagamento del canone speciale per gli alberghi che va rapportato al numero di camere. L’albergatore in questione non l’ha pagato, e il funzionario è lì per consegnarli il verbale, con cui la Rai intima il pagamento del canone. Quando arriva, il funzionario trova la segretaria, alla quale chiede di potere incontrare il titolare. Di lì a poco arriva il gestore dell’hotel, il quale quando viene a sapere di cosa di tratta, si inalbera immediatamente. I toni si accendono subito parecchio, questo comincia a insultare il funzionario senza tanti complimenti, coprendolo di brutture e dandogli del truffatore.

Il poveretto resta interdetto, si è già qualificato e di nuovo mostra il suo tesserino di riconoscimento che dimostra che lui è realmente quello che dice di essere. Ma all’albergatore sembra non importare un bel niente, e senza che l’altro se ne renda nemmeno conto, passa velocemente dalle parola ai fatti. Gli salta addosso con una ferocia inaudita e comincia a colpirlo. Un pestaggio vero e proprio che si ferma solo per l’intervento di altre persone. Il funzionario è in condizioni pietose, e stando in piedi a malapena raggiunge il pronto soccorso dell’ospedale Infermi. L’albergatore l’ha conciato veramente male: ha una costola fratturata e un trauma facciale, per venti giorni di prognosi. Il passo successivo è quello di rivolgersi a un avvocato, Stefano Caroli, e andare dritto a denunciare l’aggressore. Il titolare dell’hotel finisce indagato, e la ricostruzione degli investigatori, grazie anche alla testimonianza di alcune persone, non sembra lasciare adito a dubbi. Lui, difeso dall’avvocato Francesco Pisciotti, sostiene a oltranza che aveva scambiato quell’uomo per uno dei soliti truffatori e gli ha dato una lezione. Una ‘giustificazione’ che l’ha portato dritto alla sbarra, con l’accusa di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.