Rimini, 11 gennaio 2018 - Le interminabili code al Cup sono diventate ormai una certezza sia recandosi di persona negli uffici sia telefonando per prenotare esami e visite. Già a metà dicembre Asl Romagna ha spiegato che i rallentamenti nel sistema Cup erano dovuti a modifiche nella procedura informatica, ma dopo quasi un mese la situazione non è migliorata. Continuano infatti a fioccare lamentele di chi si deve attaccare al telefono anche per un’ora per poter parlare con un operatore o deve attendere in fila guardando disperato il proprio numero sul biglietto.

Due necessità personali diventano l’occasione per testare sulla propria pelle la situazione: prenotazione di una visita ambulatoriale in libera professione all’ospedale Infermi e presentazione dell’attestato del reddito per essere inseriti nella fascia corrispondente all’esenzione o meno del pagamento di esami e farmaci.

Martedì mattina, alle 10, prendiamo il biglietto e ci mettiamo in coda per presentare i moduli del reddito. Non c’è neanche un posto a sedere, la stanza è pienissima e molti anziani sono costretti a stare in piedi. Il servizio per l’esenzione delle fasce di reddito è quello più lento, passando i minuti e le mezz’ore, solo alle 12.15 riusciamo a presentare i documenti allo sportello. Qualche mamma va via e cede il posto a un altro: «Devo andare a prendere i figli a scuola».

Il secondo round si combatte al telefono per la richiesta della visita specialistica. Chiamando il numero 800.00.44.88 una voce spiega subito i vari passaggi da fare per entrare nel servizio e ci sarebbero solo nove minuti di attesa. Viene comunicata la nostra postazione, manca pochissimo, ma quando arriva il nostro momento il telefono dall’altra parte diventa muto e perdiamo la chiamata. Stesso copione per altre due volte. Attese di minuti e poi viene messo giù il telefono. Solo alle 14.30 riusciamo ad avere la nostra prenotazione. Ieri un’impiegata non ha potuto prenotare dei prelievi speciali telefonicamente perché le è stato detto che il servizio non era attivo a causa di un problema informatico: «Mi hanno assicurato che entro la prossima settimana risolveranno il problema, ma nel frattempo sono dovuta andare al Cup. Prima delle 12 non posso uscire dall’ufficio, mi è stato detto che erano aperti fino alle 12.30, ma quando sono arrivata lì ho scoperto che la macchinetta dei biglietti viene spenta alle 12 per smaltire la coda. Per fortuna un ragazzo non poteva più attendere e mi ha ceduto il suo numero».

La replica dell'Ausl: "Problemi risolti, stiamo smaltendo le code"

«Problemi tecnici quasi risolti, stiamo smaltendo le code legate agli intasamenti delle scorse settimane, quando molte persone non sono riuscite a prenotare». E’, in sintesi, la risposta dell’Ausl (che «torna a scusarsi con gli utenti per la situazione») riguardo alle difficili prenotazioni di visite e prestazioni specialistiche a Cup e Cuptel, legate alla riunificazione del servizio. Ciò è confermato, spiega l’Ausl, dall’alto numero di telefonate che, negli ultimi giorni, si registra al Cuptel rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: 1.500 al giorno, con picchi di 2.000. Situazione che si innesta «sul fatto che a inizio anno l’accesso ai servizi dei Cup è molto più alto rispetto ad altri periodi: si aggiungono pratiche per i rinnovi delle fasce di redditi, per le elezioni di persone disoccupate o in difficoltà, i cambi di medici di famiglia da parte dell’utenza poiché in questo periodo si verificano molti pensionamenti di questi professionisti». «Spiace – aggiunge l’Azienda sanitaria – che questa concomitanza di cause particolarmente critiche stia producendo una lunga ‘coda’ di disagi conseguenti al cambio del software informativo. Mirata - lo ricordamo - al miglioramento del servizio. Ci si aspetta però che nel giro di tempi contenuti tale congiuntura venga meno e si possa ritornare a regime»
L’Ausl segnala infine che per far fronte «al meglio possibile alle difficoltà sono stati aumentati i turni del personale sia agli sportelli che ai Cuptel, con tutto il personale disponibile, anche attraverso la revisione, laddove possibile, dei piani ferie e un utilizzo il più possibile flessibile dei turni».