Rimini, 8 novembre 2017 - Investito e multato. Ma lui, un 41enne cuoco residente a Rimini da 5 anni con la compagna e quattro figli, si ribella. «Ho rischiato la vita – attacca Omar Khalifa, padre libico, madre italiana, nato a Tripoli ma in Italia da sempre – insieme al mio bimbo di tre mesi che era in carrozzina, che ho salvato solo spingendolo lontano mentre quel taxi mi investiva da dietro, e adesso dopo cinque mesi mi arriva il verbale dei vigili».

La sanzione è di importo contenuto: 25 euro che si riducono a 17,50 pagando entro 5 giorni, ma che salgono alla bellezza di 38,51 compresa l’assurda somma di 21,01 euro «per spese di procedimento e notifica». «Non è per la cifra in sé – continua Khalifa – quanto per le possibili conseguenze sull’attribuzione di responsabilità». E quindi sull’entità del risarcimento da parte dell’assicurazione del veicolo che l’ha investito.

Sul verbale si legge che Khalifa «effettuava l’attraversamento pedonale omettendo di concedere la precedenza ai veicoli in marcia». E ancora: «l’infrazione è emersa dopo la valutazione degli elementi raccolti sul luogo del sinistro». «Ma io non attraversavo un bel niente – tuona l’uomo –, spingevo la carrozzina verso il mare sul lato Ravenna della strada, strada dove non c’è marciapiede nè ci sono strisce pedonali. Per fortuna ho diversi testimoni».

Il fatto risale allo scorso 25 giugno, intorno alle 9,30 del mattino, in via Carlo Zavagli, a San Giuliano. Khalifa viene scaraventato contro il parabrezza della vettura, frantumandolo, e poi dopo la frenata è lanciato dal cofano all’asfalto. Il conducente esce dal taxi, disperato e in lacrime, chiedendo aiuto e soccorrendo l’investito e il neonato (per fortuna illeso).

Una prognosi iniziale di 90 giorni per l’uomo, per 35 dei quali ha avuto la caviglia sinistra ingessata, per frattura in tre punti; e una spalla fuoriuscita. «Per me quel giorno è finita la stagione lavorativa – continua il cuoco –, perché lavoro negli alberghi da vent’anni». «Dopo qualche giorno dall’investimento – prosegue Khalifa – hanno messo degli specchi e il limite dei 30 orari. «E’ la prima volta che vedo una contestazione simile – attacca l’avvocato Viviana Pellegrini, insieme a Teresa Lagreca legale del 41enne investito –. Dal verbale dei vigili sembra quasi che il nostro assistito si sia buttato volontariamente sotto la macchina, col bambino piccolo. E le prove? Pazzesco. Chiederemo copie del verbale per il ricorso».