Rimini, 15 maggio 2017 - Tra poco festeggerà cinquant’anni. Ma la vita di Stefano Vitali ha rischiato di finire a soli quarant’anni, a causa di un tumore. E la Chiesa sta valutando se la sua prodigiosa guarigione dal cancro non sia stata frutto di un miracolo operato da Sandra Sabattini, invocata da don Oreste

Nel 2007 a Vitali, all’epoca assessore ai Servizi sociali di Rimini dopo essere stato a lungo il braccio destro di don Oreste Benzi, viene diagnosticato un cancro all’intestino. Quando glielo scoprono è già in fase avanzatissima. Ha metastasi in tutto il corpo. Viene operato d’urgenza a luglio, ma i medici che si occupano del suo caso sono pessimisti. Per loro ha pochissime possibilità di salvarsi. «Ricordo come se fosse ieri – dice Vitali – quello che disse uno dei chirurghi che mi aveva operato a mia moglie, subito dopo l’intervento: ora non iniziate a girare per ospedali in cerca di una cura, è meglio che Stefano trascorra serenamente quello che gli resta da vivere». Molto poco, secondo i medici: qualche mese, forse un anno

Invece Vitali dopo poche settimane presenta già segnali di netto miglioramento. E guarisce rapidamente dal cancro. Una guarigione conquistata dopo sei mesi di chemioterapia, seguita da almeno altri 4 anni di cure e controlli costanti. Un recupero incredibile. Anzi, forse addirittura miracoloso. La guarigione di Vitali (che sarebbe diventato poi nel 2009 presidente della Provincia) è al vaglio della Congregazione dei santi per la causa di canonizzazione di Sandra Sabattini, avviata nel 2006.

Chi è Sandra Sabattini? Don Oreste la definì la ‘fidanzata santa’. Nata a Riccione nel 1961, Sandra a soli dodici anni conosce Benzi e la realtà della Papa Giovanni XXIII, che ha appena aperto la sua prima casa famiglia (a Coriano). Lo zio prete la trova spesso impegnata a pregare. Dopo aver partecipato a un campeggio sulle Dolomiti con disabili gravi, inizia ad aiutare le persone con handicap, i tossicodipendenti, i poveri. Terminato il liceo Sandra, che è fidanzata, si iscrive a Medicina, perché vuole fare il medico missionario in Africa. Ma il sogno del matrimonio e della missione vengono spezzati da un’auto, che la travolge e la uccide nel 1984. 

Una breve vita vissuta nella santità, tanto che nel 2006 la Diocesi di Rimini avvia il processo per la sua beatificazione. Don Oreste Benzi è uno dei più ferventi sostenitori della causa. Nel 2007, quando Vitali (per anni suo fedele collaboratore) si ammala di tumore e viene sottoposto d’urgenza all’operazione, il sacerdote invita più volte la comunità della Papa Giovanni XXIII a invocare l’aiuto di Sandra: «Prego e pregate anche voi Sandra, affinché aiuti Stefano a sconfiggere la malattia». Don Benzi è morto poco dopo, il 2 novembre 2007. Ma le sue parole, e quelle dei vari testimoni, sono finite nero su bianco negli atti del processo diocesano per la Sabattini, terminato poco dopo la sua scomparsa. Anche Vitali è stato chiamato a testimoniare, e la sua cartella clinica è finita a Roma insieme a tutti gli atti della causa per la Sabattini. L’ex presidente è stato anche tra i testimoni per il processo di beatificazione di don Oreste, iniziato nel 2014. 

Che la battaglia vinta contro il cancro da Vitali abbia del prodigioso, l’ha detto più volte anche Alberto Ravaioli, ex sindaco di Rimini e soprattutto ex primario di Oncologia, che l’ha avuto in cura per anni. Secondo Ravaioli quello di Vitali è stato un caso «di scuola» per la sua unicità. Una guarigione inaspettata e senza precedenti.