Cattolica (Rimini), 12 agosto 2017 - La polizia ha arrestato (VIDEO), su ordine del sostituto procuratore Davide Ercolani, un trentenne nigeriano con l'accusa di aver stuprato, lunedì scorso, nei bagni della stazione di Cattolica, la ragazza di 18 anni ospite di una comunità per emigranti rifugiati. L'uomo, con permesso di soggiorno, Jeffrey Oni Oboh, regolare in Italia, è stato riconosciuto dalla vittima come autore dello stupro, dopo che gli agenti lo avevano rintracciato tra alcuni connazionali. Le indagini della Squadra mobile sono partite subito dopo che la 18enne è finita in ospedale lo scorso 7 agosto a causa delle lesioni subite.

Come la ragazza ha raccontato, l'uomo prima l'ha aspettata davanti al negozio dove lavora a Cattolica e poi, con una scusa, l'ha attirata nei bagni della stazione e l'ha costretta a subire rapporti sessuali completi. La ragazza, poi, approfittando di un momento di distrazione del nigeriano, era però riuscita a leggere il numero del telefonino dell'africano che dopo aver abusato di lei l'aveva lasciata andare. Quello stesso numero di telefono è servito agli investigatori per risalire all'identità dell'intestatario della scheda telefonica, risultato essere un conoscente del nigeriano, e quindi poi al presunto stupratore, trovato in possesso della sim card corrispondente e del cellulare.

A quel punto, la polizia ha convocato l'intestatario della scheda, lo stupratore e altri ragazzi nigeriani con la scusa di dover fare dei controlli sui permessi di soggiorno e quando il 30enne è stato riconosciuto dalla vittima, sono scattate le manette. Il nigeriano è stato quindi arrestato con l'accusa di violenza sessuale e lesioni.