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Blitz ad Adria, sequestrate tre tonnellate di pesce “siluro”

Si tratta di uno dei sequestri ittici più importanti degli ultimi tempi. A effettuarlo i carabinieri

Blitz ad Adria, sequestrate tre tonnellate di pesce “siluro”
Blitz ad Adria, sequestrate tre tonnellate di pesce “siluro”

Rovigo, 19 giugno 2013 - Si tratta sicuramente di uno dei sequestri ittici più importanti degli ultimi tempi, quello messo a segno dai carabinieri di Adria nella giornata di ieri, con la preziosa collaborazione di personale della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera - di Chioggia ed operatori dell’ASL 19 di Adria – Servizio Veterinario.

In particolare, ieri pomeriggio, ad Adria (RO), i militari dell’Arma di Papozze, unitamente ai colleghi del Nucleo Radiomobile di Adria, hanno sottoposto a mirato controllo alla circolazione stradale un furgone con targa rumena. Tale mezzo, con a bordo tre cittadini rumeni domiciliati ad Adria, conteneva circa una tonnellata di pesce “siluro”.

Peccato, però, che pur avendo uno dei tre rumeni fermati una regolare licenza di pesca professionale, il pesce custodito a bordo del furgone in questione era privo della relativa indispensabile tracciabilità, nonché dell’etichettatura prevista dalla Legge. In violazione infatti del Regolamento CE nr. 178/2002 e del D.lgvo 190/2006, i CC hanno sottoposto a sequestro amministrativo sia il carico di pesce “siluro” che il mezzo che lo trasportava, in quanto cosa pertinente alla violazione amministrativa contestata, nonché presentante alcune criticità in termini di idoneità al trasporto/conservazione del pescato tuttora in corso di approfondimento.

Al fine di procedere alle contestazioni di Legge, ai carabinieri si sono quindi affiancati i militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera – di Chioggia, competenti per territorio, nonché personale specializzato dell’ASL 19 di Adria – Servizio Veterinario.

A tali violazioni relative alla non documentata provenienza del pescato (c.d. tracciabilità alimentare) e l’assenza di indicazione della destinazione del prodotto (ambito materia di etichettatura dei prodotti ittici e relativo sistema di controllo), sono state comminate sanzioni pecuniarie ai relativi trasgressori per circa 2.700 euro complessivi, oltre appunto alla sanzione accessoria del sequestro del mezzo e del pesce ivi custodito. In particolare, come rilevato dagli inquirenti, tale prodotto ittico doveva essere trasportato a Cavanella Po per il successivo invio in Romania.

In relazione a ciò, i carabinieri e gli altri Enti collaboranti hanno quindi individuato in località Cavanella Po di Adria il locale deposito dove erano conservate altre due tonnellate circa di pesce “siluro”, anch’esso in violazione delle suddette disposizioni normative comunitarie nonché nazionali.

Inoltre, l’ASL avrebbe altresì rilevato alcune deficienze in termini di igiene e sanità in violazione, specificatamente, del c.d. “pacchetto igiene” contemplato dal Reg. CE del 2004, per il quale seguiranno ulteriori contestazioni di rango amministrative. Insomma, sono in previsione altre significative sanzioni pecuniarie.

Anche tale quantitativo di prodotto ittico ed il locale contenente anche le celle frigorifere per la conservazione dello stesso sono stati sottoposti cautelativamente a sequestro amministrativo da parte dei militari dell’Arma coadiuvati dagli altri operatori in riferimento. Stamattina, sul posto, è stato altresì fatto giungere personale dell’Arpav per il controllo altresì deschi scarichi di tale improprio deposito di pesce, nonché per effettuare alcune campionature di riscontro.

Un vero e proprio maxi sequestro quello quindi effettuato dagli Organi Accertatori in menzione, a cui seguiranno poi le relative segnalazioni all’Autorità Amministrativa Locale competente (Il Sindaco di Adria) per i relativi provvedimenti di competenza. Mesi fa, i militari di Adria avevano già messo a segno un ulteriore sequestro di pesce “siluro”, anche in questo caso privo della necessaria tracciabilità alimentare.

L’Asl starebbe infine preparando le prescrizioni nei confronti dei trasgressori al fine dell’indispensabile corretto smaltimento, secondo appunto la normativa vigente, del pesce in questione (non assolutamente idoneo alla commercializzazione né alla vendita al pubblico).

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