Buone notizie da Malta, finalmente, dopo alcune settimane di autentica odissea: gli studenti - tra cui le due falconaresi Elisa Pirazzoli ed Elisa Pierpaoli - partiti a fine giugno per l’isola per una vacanza studio con la Giocamondo Study di Ascoli Piceno e bloccati da un cluster di Covid, tornano a casa. I negativi sono saliti, stamattina, a bordo di un volo di Stato maltese attorno alle 9 per atterrare a...

Buone notizie da Malta, finalmente, dopo alcune settimane di autentica odissea: gli studenti - tra cui le due falconaresi Elisa Pirazzoli ed Elisa Pierpaoli - partiti a fine giugno per l’isola per una vacanza studio con la Giocamondo Study di Ascoli Piceno e bloccati da un cluster di Covid, tornano a casa. I negativi sono saliti, stamattina, a bordo di un volo di Stato maltese attorno alle 9 per atterrare a Ciampino (nella Capitale). Lì sono stati prelevati dai loro genitori per fare rientro a casa. I positivi, invece, dovranno attendere ancora qualche giorno prima di poter riabbracciare i propri cari che li aspettano impazienti in Italia. Due saranno gli aerei locali che porteranno sul suolo nazionale chi ha contratto il virus: uno riservato ai giovani italiani e tedeschi (con scalo a Ciampino e successivamente diretto a Francoforte), l’altro invece con gli spagnoli e i francesi (tappe a Madrid e Parigi). "Di fronte a questa improvvisa (ma comunque attesa) accelerata, la volontà di Malta di mettersi al sicuro anche dal crollo delle prenotazioni turistiche, registrato dopo i tanti focolai spuntati sull’isola di recente, specie nelle scuole", riferiscono alcuni genitori. Ieri, intanto, c’è stato l’ultimo giro di tamponi per la verifica dei negativi. Le famiglie hanno ricevuto le informazioni dai rappresentanti della Giocamondo, in contatto diretto con l’ambasciata italiana a Malta, e dai figli. Ai positivi non è stato fatto il tampone, perché comunque la quarantena scadrà formalmente il 22 luglio, giovedì, a 14 giorni di distanza dal primo test che ha dato il peggior responso possibile di questi tempi. Da quanto emerge, appena atterrati a Roma, i ragazzi saranno presi in consegna dal personale dell’Asur Lazio, che gestisce l’hub sanitario di Ciampino. Poi, ugualmente, dovrebbero essere le famiglie ad andarli a prelevare. Quel che ormai pare sicuro, però, è che l’incubo sta per terminare. In un modo o nell’altro. Tra pochi gironi, quelle che dovevano essere due settimane di divertimento e studio trasformatesi in un calvario, saranno soltanto un ricordo.

Giacomo Giampieri