Omicidio Cerreto, la sorella di Concetta sotto choc: "Uccisa con 39 colpi d’accetta. E’ una bestia"

Stefania Marruocco in tv: " Voglio darle giustizia, non succeda più. Aveva anche annunciato a un amico che l’avrebbe ammazzata"

Cerreto d’Esi (Ancona), 17 ottobre 2023 – “Non era un coltello, era una accetta, di quelle che ci si tagliano le bistecche. E’ stato un massacro, 39 coltellate. Mia sorella si poteva salvare ma c’è stata tanta omertà". Ha gli occhi gonfi e il viso provato dai giorni passati a piangere Stefania Marruocco, la sorella di Concetta, uccisa barbaramente dal marito a Cerreto d’Esi (video). Ai microfoni della "Vita in diretta" ieri pomeriggio ha trovato la forza di parlare, svelando così i primi esiti dell’autopsia che è stata fatta sul corpo della donna ieri pomeriggio, all’ospedale di Torrette, dal medico legale Francesco Paolo Busardò.

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Stefania Marruocco ai microfoni della Vita in diretta in lacrime. La sorella di Concetta (a destra) uccisa dall'ex marito a Cerreto d'Esi
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"Voglio dare giustizia a mia sorella – ha detto Stefania che vive a Matelica – e che non succeda più. Mia nipote ha sentito un urlo, uno solo, molto probabilmente lui le ha tenuto la mano alla bocca per non farla urlare". Poi un terribile sospetto la assale quando sempre ai microfoni conferma che la sorella ha subito violenze sessuali dal marito perché lui "la chiudeva in camera, chiudeva la porta a chiave, prendeva la chiave e la costringeva, non voglio pensare che lo abbia fatto anche adesso perché a mia sorella sono state trovate le mutandine tagliate".

L'assassino Franco Panariello e la vittima Concetta Marruocco
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Stefania ha descritto una Concetta che ultimamente si sentiva "tranquilla" anche se non erano mancati momenti di preoccupazione perché il dispositivo non funzionava bene. "Già due volte si erano incontrati – ha detto la sorella – e il braccialetto non ha funzionato. Sarà stato un incontro casuale? Lui però lo sapeva che a più di 200 metri non si doveva avvicinare ma lo faceva. Abbiamo chiamato noi le forze dell’ordine e lui era con il suo avvocato".

Franco Panariello, il marito della vittima, sul profilo Facebook si definiva un buono e parlava dei buoni, che anche loro prima o poi si arrabbiano. Eppure nel processo che l’uomo ha in corso al tribunale, per maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti di moglie e figlia (la 16enne), Concetta aveva testimoniato proprio il 14 settembre scorso di 20 anni di soprusi subiti dal marito confidando anche le violenze sessuali subite e che avevano aggravato l’imputazione di Panariello. "Lui buono non è mai stato – ha detto Stefania – né un bravo marito, né un bravo padre, mai". Sulle chiavi di casa mai cambiate la sorella ha annuito spiegando che "lui il mazzo lo aveva fatto prima di essere allontanato perché mia sorella non gli avrebbe mai aperto la porta di casa".

Poi osserva che c’è stato chi "non ha fatto il suo dovere, un briciolo bastava, sono il vicino di casa e un amico di quella bestia perché lo aveva annunciato ad un amico suo tanto che questo amico è stato costretto a mandarlo fuori di casa ma non ha pensato a mia sorella, di avvertirla, di dirle apriti gli occhi che questo sta fuori di testa, se qualcuno avesse messo un briciolo di buona volontà, di umanità, mia sorella non era morta". "Mia sorella ha cercato di tenere unita la famiglia – ha sottolineato Stefania – di non togliere il padre ai figli ma non poteva più andare avanti". Sul dispositivo la sorella di Marruocco dice che era stato sostituito ma non era efficace.