Parenti di Daniele Pongetti, 16 anni, vittima discoteca Cordinaldo durante i funerali
Parenti di Daniele Pongetti, 16 anni, vittima discoteca Cordinaldo durante i funerali

Corinaldo, 23 maggio 2019 - «Non hanno cuore e non lasciano in pace la memoria di un ragazzo già tanto disgraziato». E’ un infierire senza pietà su un dolore che non passerà mai quello che a vario titolo veri «sciacalli» stanno mettendo in atto nei confronti dei familiari di Daniele Pongetti, il giovane senigalliese di 16 anni, tra le vittime della strage della Lanterna Azzurra.

Daniele ha perso la vita nell’assurda notte in discoteca dove il crollo della balaustra di una uscita di emergenza ha spezzato la vita anche di Emma Fabini, 14 anni, di Senigallia, Asia Nasoni, 14 anni di Marotta, Benedetta Vitali, 15 anni, di Fano, Mattia Orlandi, 15 anni, di Frontone e mamma Eleonora Girolimini, 39 anni, di Senigallia. Dopo la falsa raccolta fondi in ricordo del giovane senigalliese, che era stata inscenata da qualche truffatore poche settimane dopo la morte, ora ladri sacrileghi hanno profanato anche la tomba del povero Daniele che si trova al cimitero delle Grazie. E non è la prima volta. Ieri infatti dalla tomba di Daniele sono stati rubati alcuni ricordi che la mamma Donatella aveva lasciato proprio accanto alla lapide del figlio. Un gesto ignobile, subito condannato dai tanti amici e conoscenti della famiglia Pongetti, che non riescono a capire come «possa esistere tanta crudeltà».

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A dare sfogo alla sua rabbia e dolore per quello che è accaduto è stata proprio la mamma di Daniele, che ha affidato al social network Facebook il suo rammarico. «Ho sempre pensato e creduto che al mondo ci sia tanta gente malata di testa e che persino non sappia come impegnare il proprio tempo... – scrive mamma Donatella –. Dico questo un po’ avvilita perchè oggi (ieri ndr) andando al cimitero da Dany ho avuto di nuovo una sorpresa. Gli avevo portato dal suo viaggio a Barcellona una targa automobilistica con il suo nome e una calamita a forma di geko. Anche i suoi splendidi amici lasciano sempre gli accendini x lui... Beh, parte di questa roba l’hanno rubata. Ma dico, che coraggio hanno a prendere degli oggettini di valore solo affettivo a un ragazzino già disgraziato per quello che è successo? Veramente penosi... Poi useranno queste cose a casa loro?».

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Uno sfogo amaro e doloroso quello della mamma di Daniele, che ripropone il problema dei continui furti che si verificano al cimitero di piccoli oggetti lasciati in ricordo dei cari. Oggetti che non hanno valore economico e hanno un immenso legame affettivo per i parenti delle vittime. In molti ora, anche alla luce di quanto accaduto, chiedono al Comune di installare delle telecamere per poter monitorare i movimenti strani che si verificano. Sempre la mamma di Daniele, poche settimane dopo la tragedia, era stata costretta a ricorrere ancora ai social per mettere in guardia su una falsa raccolta fondi che era stata aperta su un profilo Instagram. In quella circostanza si chiedeva di donare soldi, attraverso un pagamento su paypal, che sarebbe poi stato donato alla famiglia. La raccolta-fake non era stata ovviamente autorizzata dalla famiglia, che si era dovuta rivolgere anche alla polizia postale.