Ecco cosa rimane delle piante di visciole
Ecco cosa rimane delle piante di visciole

Ancona, 30 gennaio 2020 - Una Visciola che lascia l’amaro in bocca. Tra lunedì pomeriggio e lunedì sera qualcuno, probabilmente più d’uno, motosega in pugno ha reciso di netto ben 300 piante di visciola. Un lavoro certosino che ha richiesto ore e che sembra non aver insospettito nessuno nonostante il viscioleto si trovi accanto alla provinciale 44 che unisce Montecarotto a Serra de’ Conti appena fuori il centro abitato del primo Comune. Una ragazza che abita nella zona ha riferito di aver sentito delle motoseghe lunedì attorno alle 17, non dando però peso alla cosa. L’imbrunire e il terreno scosceso hanno fatto il resto. Sono le piante del "Cardinale" quelle che Luca e sua sorella Giselle Cardinali avevano piantato circa undici anni fa con il babbo Giovanni detto Giannì e la loro mamma Amalia i genitori custodi dell’antica ricetta del vino di visciola. Genitori che ora non ci sono più.

«Quelle piante avevano un grande valore affettivo legato ai nostri genitori – spiega Giselle che a stento come il fratello Luca riesce a trattenere le lacrime – Difficile capire un gesto così che ti costringe a renderti conto di dove possa arrivare la cattiveria umana. La nostra è una produzione familiare: abbiamo costruito questa piccola azienda con l’aiuto di nostro padre e poi via via licenziandoci dai nostri rispettivi lavori per dedicarci a questa passione. Forse invidia? Sì, di vederci lavorare con il sorriso, felici di farlo".

La piccola produzione di visciola, la "visciolata del Cardinale" ha raggiunto persino il grattacielo più alto di Hong Kong dove è stato realizzato persino un cocktail con il vino ottenuto dai piccoli frutti rossi che nelle case rurali marchigiane venivano ricoperte di zucchero ed esposte al sole per ottenere il dolcissimo nettare di Bacco. Un vino quello dei Cardinali conosciuto anche in Germania e a Londra. "Mi sono accorto di quanto accaduto martedì sera alle 17 – racconta Luca Cardinali – è stato un tuffo al cuore. Il frutteto è distante dalla nostra sede operativa ma è sulla strada tra Montecarotto e Serra de’ Conti. Mi ha chiamato un amico dicendomi che vedeva tutte le piante decapitate. E’ stato ed è devastante. Soprattutto perché non riusciamo a capire".

Ieri i carabinieri hanno effettuato un sopralluogo e si cercano delle telecamere che possano aver ripreso il raid. Un gesto vile che mette in ginocchio quattro persone: i due fratelli e due dipendenti. "Tutti i nostri prodotti, compresa la grappa dedicata alla memoria di nostra madre – spiega Giselle – derivano dalla visciola. Non so come faremo ma non ci lasceremo certo abbattere". Ieri il telefono delle Cantine del Cardinale era bollente: tante le chiamate in sostegno e solidarietà dell’azienda. Sui social una pioggia di commenti. In tanti non esitano a definire "mafioso" il gesto. Nella tranquilla Serra de’ Conti ieri si parlava di malavita ma i Cardinali non la pensano affatto così. ©