L'assemblea dei tifosi
L'assemblea dei tifosi

Ascoli, 23 giugno 2018 - Oltre duecento tifosi si sono ritrovati nell'Auditorium della Casa della Gioventù per un'assemblea aperta a tutti dove si è parlato anche dell'attuale situazione societaria. Un'assemblea ricca di spunti dove comunque si è affrontata solo marginalmente la questione della mancata cessione al Gruppo Bricofer piuttosto si è parlato di quale iniziative mettere in atto adesso che Bellini ha annunciato che resterà stendo l'ordinaria amministrazione e lasciando comunque la società in vendita.  Alla fine dell'assemblea tutti i presenti sono stati d'accordo nel seguire la linea tracciata dagli Ultras 1898: contestazione alla società e appoggio alla squadra. Contestazione che partirà sin da subito con una serie di iniziative ma non ci sarà divieto di fare l'abbonamento o di seguire la squadra.

Unico obiettivo convincere Francesco Bellini ad andare via perché non rappresenta più l'Ascoli Calcio. L'assemblea si è aperta con l'intervento di uno dei legali degli Ultras che ha parlato anche dei soldi delle donazioni ai terremotati. Si è parlato della mancanza di comunicazione da parte di questa società e anche di rispetto.

'Questo Presidente - è stato detto - lo abbiamo voluto per riportare dignità in questa tifoseria dopo anni di umiliazioni. Noi siamo un blocco unico che deve lavorare insieme per capire cosa fare. Bellini lo abbiamo voluto noi, ma dal giorno dell'insediamento quelle caratteristiche sono venute a mancare. Noi vogliamo che la Società sia rispettata e si faccia voler bene dalla gente. In questi due anni invece si è alzato un muro verso di noi. Mai festeggiata la salvezza in questi tre anni. Dopo La Spezia, Bari e Entella. Non è stata neanche presentata la squadra. Ai giocatori è stato vietato di parlare con i tifosi. Questo ci potrebbe stare bene se i risultati sul campo fossero diversi. Invece il Pescara con la vendita di Verratti e Lapadula è andato due volte in serie A mente noi con le cessioni di Orsolini e Favillici ci siamo salvati alla penultima giornata e ai playout. Qualcosa è stato sbagliato. Quest'anno è stata fatta una squadra tagliando le teste di quelli che avevano personalità. A novembre Bellini disse che avrebbe venduto la Società dopo le botte tra i giocatori e Maresca e l'articolo sul fratello pluripregiudicato. Noi ultras diciamo che questo presidente non ci rappresenta più".

Ma non hanno parlato solo gli ultras. Anche Piero Travaglini dei Veterani 74 ha voluto portare il suo contributo: "Siamo delusi e sconcertati. Noi ci sentiamo Ascoli Calcio ma non chiedeteci di disertare. Noi continueremo ad andare alla partita perché l'Ascoli siamo noi. Abbiamo sopportato questa situazione per un anno. Se lui continua a dire vado via vado via, Andasse via. Il giocattolo ormai si è rotto".

Altri poi gli interventi dei rappresentanti di Comunanza e Porto San Giorgio poi la decisione votata all'unanimità: "Contestazione ad oltranza da subito - hanno detto gli Ultras - anche se Bellini dovesse comprare i campioni per andare in serie A. Lui ormai non ci rappresenta. Appoggio alla squadra comunque. Dal ritiro daremo il via ad iniziative a livello di contestazione. Ascoli Picchio e lo stemma nuovo non ci rappresentano. Rivogliamo il nostro nome e il nostro stemma. Faremo di tutto per riaverlo. Ad Avellino fino a quando non hanno rimesso il lupo come simbolo hanno lasciato per sette partite la curva vuota. Se serve faremo anche questo. Bellini deve andare via".