È il 21 gennaio 1921. Migliaia di persone si accalcano davanti alla Carnegie Hall di New York per la prima del Monello. L’intero isolato e chiuso al traffico. Nei giorni successivi il film viene presentato nei cinema di tutta la nazione, dove resterà in cartellone per mesi. A marzo, il Kinema Theatre di Los Angeles proietta Il monello quattro volte al giorno, dalle due del pomeriggio alle nove e un quarto di sera, accompagnato e sincronizzato dal vivo da un’orchestra sulla base di una selezione fatta da Chaplin di brani di musica classica e...

È il 21 gennaio 1921. Migliaia di persone si accalcano davanti alla Carnegie Hall di New York per la prima del Monello. L’intero isolato e chiuso al traffico. Nei giorni successivi il film viene presentato nei cinema di tutta la nazione, dove resterà in cartellone per mesi. A marzo, il Kinema Theatre di Los Angeles proietta Il monello quattro volte al giorno, dalle due del pomeriggio alle nove e un quarto di sera, accompagnato e sincronizzato dal vivo da un’orchestra sulla base di una selezione fatta da Chaplin di brani di musica classica e contemporanea.

La Cineteca festeggia i 100 anni del capolavoro di Charlie Chaplin mettendo online da lunedì sulla piattaforma Il Cinema Ritrovato fuori sala il restauro del film, realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata, con la colonna sonora eseguita dall’Orchestra del Teatro Comunale, recuperando la partitura originale di Chaplin, finalmente alla giusta velocità, grazie al minuzioso lavoro filologico di Timothy Brock, direttore e compositore che da anni dedica il suo impegno al cinema di Chaplin e alle sue musiche.

"Al suo primo lungometraggio, Chaplin sembra aver sintetizzato l’esperienza del cinema delle origini – ricorda Cecilia Cenciarelli, curatrice del Progetto Chaplin della Cineteca – completando la creazione di un universo, di un sentire, oltre che di un personaggio. Il monello aveva dimostrato che era possibile annullare il divario tra il cinema popolare e il cinema d’autore: da quel momento si sarebbe parlato di arte".

L’indimenticabile co-protagonista del film è naturalmente "il più prodigioso dei comprimari chapliniani", prosegue Cenciarelli: "Jackie Coogan fu l’interruttore che accese l’ispirazione per Il monello: a Chaplin furono sufficienti una manciata di minuti in cui vide Coogan calcare il palcoscenico dell’Orpheum Theatre per immaginare alcune delle scene cardine del film e imbastirne la trama".

"Spesso la critica ha chiamato in causa gli aspetti autobiografici del Monello, che indubbiamente contribuirono alla credibilità psicologica del film – ha scritto Tom Gunning –. L’infanzia di Chaplin e del fratello Sydney era stata segnata dall’assenza del padre, dalla malattia mentale della madre e dai periodi trascorsi fra collegi e orfanotrofi. I due fratelli strinsero un profondo legame affettivo destinato a durare per tutta la vita. E poco prima che iniziasse la lavorazione del Monello la giovanissima moglie di Chaplin, Mildred Harris, diede alla luce un bambino malformato che sopravvisse solo tre giorni. I dettagli personali possono fornire un contesto, ma non esauriscono l’interpretazione. Se Il monello risponde alle tragedie private di Chaplin, lo fa sostituendo ad esse un dramma umano che trova riscatto e salvezza nella creazione di un profondo legame affettivo...".

r. c.