Mara Maionchi al Duse il 15 gennaio (foto Ansa)
Mara Maionchi al Duse il 15 gennaio (foto Ansa)

Bologna, 14 gennaio 2019 - Cinque appuntamenti per raccontare gli anni 60, "l’ultima epoca - come ha detto il Direttore de il Resto del Carlino e QN Michele Brambilla -, nel quale l’Italia ha realmente guardato al futuro, ha creduto che le speranze in una esistenza migliore potessero concretizzarsi". Una narrazione affidata al linguaggio artistico popolare e comunicativo per eccellenza, la canzone, che sarà al centro del ciclo di conversazioni ospitate dal Teatro Duse (a Bologna in via Cartoleria 42) ‘Penso che un sogno così non ritorni mai più’, volute da Incontri Esistenziali, il Resto del Carlino, la mostra Noi…Non erano solo canzonette, in svolgimento a Palazzo Belloni sino al 12 aprile, con il sostegno di Illumia e Bper Banca.

SPECIALE / La mostra a Palazzo Belloni

Ogni volta, sul palco, un protagonista, in maniera diversa, della musica italiana, sarà affiancato da storici, economisti, politici e rappresentanti delle ultime generazioni che, on la conduzione di Massimo Bernardini e l’introduzione di Francesco Bernardi e di Michele Brambilla, ricostruiranno una avventura artistica che ha fortemente segnato quel periodo, mettendola sempre in relazione con le trasformazioni sociali.

Inizio mercoledì 15 gennaio (ore 21), con Mara Maionchi, che, prima di diventare una celebrità televisiva grazie alla partecipazioni a tanti talent, ha lavorato come addetta stampa, per fare solo qualche nome, dell’etichetta Numero Uno di Battisti e Mogol, ha valorizzato Gianna Nannini e con il marito Alberto Salerno (sul palco anche lui), ha scoperto, tra i tanti, Tiziano Ferro. Con loro lo storico Giovanni De Luna, l’economista Oscar Giannino (che parlerà della irresistibile ascesa del ‘marchio’ Nutella), Giovanni Salizzoni, che è stato vice sindaco di Bologna e la giovane imprenditrice Vittoria Gozzi.

Si replica l’11 febbraio con Caterina Caselli, il 10 marzo con Rita Pavone e il 15 aprile con Shel Shapiro. Segreto il nome dell’ospite di maggio. Ingresso libero sino a esaurimento posti  Pierfrancesco Pacoda