Anziani
Anziani

Bologna, 9 ottobre 2019 - Un milione di euro a sostegno dei 1.400 familiari che accudiscono a casa i propri parenti. Si tratta della svolta che il Comune darà nel suo bilancio preventivo per il 2020: l’obiettivo è quello di sostenere i cosiddetti ‘caregiver’, ovvero le persone che si devono occupare di anziani a carico. A Bologna le famiglie interessate sono il 13% del totale – dati dell’indagine 2019 sulla Qualità della vita di Bologna e Città Metropolitana –, e per loro l’impegno risulta particolarmente gravoso. Di quel 13%, il 66% ha almeno un anziano in famiglia, e quasi i due terzi di coloro che hanno a carico un anziano se ne prendono cura autonomamente (la maggior parte in via esclusiva). Elevato, in alternativa, anche l’utilizzo di badanti. Il servizio pubblico (talvolta in combinazione con i servizi privati) copre l’11% della domanda potenziale e il 40% di quelli che non lo utilizzano hanno comunque pensato di rivolgersi al Comune. La maggior parte di loro, fa sapere lo studio di Palazzo d’Accursio e Palazzo Malvezzi, ha già iniziato l’iter per accedere al servizio. Il settore Bilancio e il settore Welfare del Comune hanno incrociato quest’indagine con le proprie politiche. Ne viene fuori una misura di accompagnamento ad altri provvedimenti che l’assessore al Bilancio, Davide Conte, spiega chiarendo la direzione che vuole prendere l’amministrazione.

Davide conte, assessore al bilancio, perché avete deciso di intervenire con un milione di euro a sostegno di chi accudisce i propri anziani?
«Il nostro obiettivo è mettere al centro le persone, con il loro sistema di relazioni. Per noi la famiglia viene prima di tutto. E se l’immigrazione è un problema importante e strutturale della nostra società, la vera novità è la longevità degli anziani. Non si è mai vista, nella storia dell’uomo, un’età così lunga. Ed ecco la risposta del Comune di Bologna: un’innovazione strutturale che si incardina all’interno di un ragionamento già forte. Ecco perché è importante questo milione di euro previsto sia nel bilancio 2020 che negli anni seguenti»
 

Effettivamente, leggendo la recente indagine sulla Qualità della vita in città, risulta che al primo posto dei problemi percepiti ci siano lavoro e disoccupazione, con tutto quello che è collegato all’economia familiare. L’immigrazione è al settimo posto al 3%
«È proprio quello l’elemento critico, se vogliamo polemico, che intendiamo porre. Si guarda al fenomeno dell’immigrazione polarizzando l’attenzione, senza accorgersi che i problemi principali li abbiamo tra le nostre mura. Noi vogliamo prenderci cura dei problemi dei contribuenti, non inseguire percezioni. Un percorso intanto lo avvierà l’assessore al Welfare, Giuliano Barigazzi, con i sindacati e altri soggetti».
 

Ma quali mansioni saranno coperte dal milione di euro?
«I servizi sono diversi e da verificare: dall’acquisto di servizi di assistenza domiciliare privata, ai ricoveri temporanei di sollievo, fino alla pulizia della casa. Poi ci sarebbero la gestione delle attività quotidiane di cure anche non specialistiche e la gestione dell’alloggio. Ma noi non mettiamo sul piatto delle prestazioni, bensì ci rendiamo disponibili per rispondere ai bisogni delle famiglie»
 

Secondo l’indagine, dei bisogni pressanti: la maggior parte del fabbisogno, il 64%, viene soddisfatto dal caregiver familiare .
«Non voglio inseguire i bisogni, non siamo la Lega. C’è un modello invece di società che vogliamo costruire, dove le persone sono meno sole e c’è un maggior valore del tempo».