L'operazione di Livorno condotta dalla guardia di finanza e dall'agenzia delle dogane
L'operazione di Livorno condotta dalla guardia di finanza e dall'agenzia delle dogane

Bologna, 30 maggio 2016 - Per il generale di corpo d’armata Domenico Minervini, comandante interregionale dell’Italia centrale e, dal 2009 al 2012, comandante regionale della Guardia di finanza dell’Emilia-Romagna, il pm Rossella Poggioli chiede al gup il rinvio a giudizio per il reato di “induzione indebita a dare o promettere utilità”, che può comportare una condanna da sei anni a 10 anni e sei mesi. Per anni avrebbe infatti utilizzato gratuitamente, forte del suo ruolo di ufficiale della Guardia di Finanza, tre automobili di un concessionario bolognese sottoposto a verifiche delle Fiamme gialle.

Secondo la ricostruzione della Procura, nel 2010 Minervini si sarebbe più volte recato alla concessionaria, anche in uniforme, mentre erano in corso delle verifiche fiscali. In quelle occasioni, avrebbe “manifestato il suo interesse per un’autovettura, informandosi prima sul comportamento tenuto dai militari durante durante le verifiche”, parlando poi con il titolare della concessionaria, che la pm chiede di rinviare a giudizio insieme a Minervini, della “natura dei rilievi contestati dai verificatori”, a cui avrebbe poi riferito “dell’incontro con l’imprenditore”. A quel punto, l’ufficiale delle Fiamme gialle avrebbe indotto il titolare della concessionaria a “concedergli indebitamente in uso a titolo gratuito” tre auto, una delle quali è stata poi acquistata da Minervini nel luglio del 2012, mentre un’altra sarebbe rimasta a disposizione del finanziere fino al giugno del 2014.