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25 gen 2022

Autovelox Bologna: "Incidenti dopo averli superati"

Il presidente dell’Osservatorio sicurezza stradale Sorbi: "Senza i dispositivi, rischi più alti". Allo studio ’nuovi occhi elettronici’ nelle zona 30

rosalba carbutti
Cronaca
L’autovelox di viale Panzacchi che, con quello di via Stalingrado, ha multato oltre 94mila bolognesi nel 2020
L’autovelox di viale Panzacchi, e quello di via Stalingrado: oltre 94mila multe

Bologna, 25 gennaio 2022 - Tutta colpa della velocità. Gli incidenti a Bologna e nella altre città emiliano-romagnole sono aumentati del 60 per cento proprio a causa di chi esagera con l’acceleratore. Da qui, Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla Sicurezza stradale, difende gli autovelox che "se non ci fossero gli incidenti sarebbero molti di più e più gravi". Una risposta a chi, come il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Sassone, ha puntato il dito sugli occhi elettronici mettendo sotto la lente anche l’aumento delle multe comminate ai cittadini.

L’INDAGINE SUI DATI GEO-REFERENZIATI
"La dimostrazione che i velox aiutano a evitare incidenti – spiega Sorbi – ci arriva dai dati geo-referenziati dei due ’occhi’ in via Stalingrado e viale Panzacchi. Dal 2017 al 2020, ad esempio, abbiamo evidenze che gli incidenti avvengono subito dopo i dispositivi". Tradotto: appena superato l’autovelox, e quindi il controllo, si aumenta la velocità provocando così tamponamenti e incidenti "che fortunatamente non sono gravi proprio per la presenza degli occhi elettronici", insiste Sorbi che sottolinea anche il calo degli incidenti grazie a questi dispositivi.

VERSO NUOVI OCCHI ELETTRONICI
Il ministero ha concesso il via libera ai velox anche nelle strade urbane di piccolo scorrimento proprio per arginare il problema della velocità che ha causato assieme alla distrazione la maggior parte degli incidenti e delle vittime (58 morti nel 2021 a Bologna e provincia, 4 in più rispetto al 2020, secondo i dati dell’Osservatorio sull’educazione alla sicurezza stradale). Per questo, l’anno scorso l’allora assessore Claudio Mazzanti aveva dato il via al monitoraggio sulla strade con più incidenti nei sei quartieri cittadini, individuandone una quindicina. L’iter, però, è complicato e anche dall’ultima commissione Mobilità (presieduta dallo stesso Mazzanti) non sono emerse novità, sebbene tra gli addetti ai lavori si prevedono due anni per avere i nuovi autovelox (che poi dovranno essere autorizzati dal prefetto) e si ragioni di ’occhi elettronici’ nelle zone 30.

GLI INTROITI DALLE MULTE
"L’intento del Comune è solo fare cassa", aveva tuonato ieri Sassone (FdI), segnalando le oltre 94mila multe da velox del 2020 e il trend in crescita del 2021. Parole che, però, Sorbi respinge al mittente: "A partire dal 2020 gli introiti delle sanzioni stradali, dovute per violazione dei limiti di velocità, andranno al 50% all’ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l’accertamento e 50% all’Ente da cui dipende l’organo accertatore. Quindi, entro il 31 maggio di ogni anno, gli enti locali dovranno trasmettere una relazione al ministero dei Trasporti sugli incassi dell’anno precedente, avendo il tassativo obbligo di destinarli alla messa in atto di interventi manutentivi e di messa in sicurezza delle infrastrutture stradali". E da ambienti vicini all’Osservatorio e al ministero dell’Interno, risulta che Bologna abbia ottemperato anche perché, in caso contrario, si rischiano sanzioni e responsabilità per danni erariali.

ACCESSI AL PRONTO SOCCORSO
Crescono gli accessi al pronto soccorso nell’area metropolitana di Bologna nel 2021 con particolare rilievo per gli utenti vulnerabili (motociclisti, ciclisti e pedoni). "Sono stati oltre 1.800 i motociclisti, 2.139 i ciclisti e 481 i pedoni. Il motivo? Sempre lo stesso, l’eccesso di velocità", incalza Sorbi.

MONOPATTINI SENZA REGOLE
"Chi usa il monopattino non ha assicurazione, spesso non conosce il codice della strada e non usa il casco", ammonisce il presidente dell’Osservatorio. E i dati di accesso al pronto soccorso del 2021 di 73 persone alla guida di un monopattino, dimostrano che serve un cambio di rotta. "Con il casco si ha il 63 per cento in più di possibilità di evitare brutte conseguenze in seguito a cadute. Per questo, come è stato fatto a Genova e Firenze, sarebbe utile un’ordinanza del sindaco che rendesse obbligatorio il casco per tutti anche su questi mezzi", conclude Sorbi.
 

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