GABRIELE MIGNARDI
Cronaca

Casalecchio, minacciato di morte per un caffè rifiutato a Salvini

Il barista della Dolce Lucia, che aveva tenuto fuori Salvini, va dalla Postale. I messaggi: "Vi devono rompere la faccia fino a farvi crepare"

Gabriele Gandini

Gabriele Gandini

Casalecchio (Bologna), 21 gennaio 2020 - Insulti e minacce. Sono giorni ad alta tensione alla Dolce Lucia, il bar pasticceria di Casalecchio passato alla cronache per avere rifiutato un caffè a Salvini. Eppure mercoledì scorso il leader della Lega aveva fatto buon viso di fronte agli argomenti con i quali il titolare Gabriele Gandini (77 anni, amministratore della catena Arisbar: 5 locali nel bolognese) aveva tenuto fuori il centinaio di persone sul marciapiede di via Marconi in attesa dell’ex ministro.

«Qui non si programma nessun evento politico, di nessun colore» aveva ribadito Gandini, entrando nel mirino di chi non l’ha digerita e giorno dopo giorno, con telefonate, post e messaggi ha rovesciato fiumi di offese e minacce al suo indirizzo e a quello dei suoi locali, tanto che ieri, dopo l’ultima email arrivata all’indirizzo dell’azienda, ha deciso di sporgere denuncia contro ignoti alla Polizia postale.

«Dovete morire di fame....vi devono rompere la faccia fino a farvi crepare» ha scritto un anonimo odiatore nascosto dietro un indirizzo di posta cifrato e collegato ad un dominio denominato ‘guerrillamail.com’. Ed è una delle tante. «Abbiamo ricevuto telefonate di sfottò e di false prenotazioni per gruppi di leghisti variamente e falsamente denominati. I miei collaboratori sono preoccupati e anch’io sono dispiaciuto perché a quanto pare non sono stato compreso – non si dà pace Gandini –. Non ce l’ho con Salvini. Anzi lo invito a prendere un caffè da noi, come persona, in forma privata. Lui l’ha capito e gliel’ho detto che questa è la mia linea: lontano dalla politica. Non ne capisco niente e non voglio che mi tirino da una parte e dall’altra».

Dall’altra parte appunto. Perchè c’è anche il fronte dei tanti che gli hanno fatto i complimenti. «Non vorrei né gli uni, né gli altri. Lo scorso anno lasciai fuori Calenda. Era in campagna elettorale e dissi agli organizzatori del suo tour delle europee le stesse cose che ho detto a Salvini. E non la presero mica bene neanche loro sa! Ma finì lì. Però ora si sta superando il limite dell’educazione e del rispetto. Fra l’altro lunedì sera l’avevo già chiarito allo staff di Salvini che avrei tenuto questa linea. Loro però hanno insistito a dare appuntamento davanti alla Dolce Lucia. Salvini ha capito, ha detto quello riportato correttamente sulla cronaca del Carlino: ’spostiamoci dall’ingresso che non passa nessuno e gli diamo danno’ e poi si è avviato verso il mercato. Hanno addirittura fatto un paragone con il caffè negato ad Almirante al Cantagallo. Ma io a Salvini un caffè glielo offro senza problemi».