Bologna, case Acer
Bologna, case Acer

Bologna, 6 febbraio 2015 - Nel 2014 – per la prima volta negli ultimi tre anni – ci sono stati più alloggi Acer assegnati a cittadini extracomunitari che agli italiani: il 51% delle case (169 su 330), percentuale che sale al 57 se si calcolano altri 20 appartamenti dati a cittadini non italiani ma comunitari. E gli extracomunitari sono anche i primi, per quantità di domande presentate, nelle liste d’attesa: da loro sono infatti arrivate 3.686 richieste nel corso del 2014, contro le 642 di cittadini comunitari e le 3.189 di italiani. I dati sono stati forniti dalla stessa Azienda Casa Emilia Romagna in risposta a un’interrogazione del consigliere comunale di ‘Insieme per Bologna’ Manes Bernardini.

I numeri dell’Acer raccontano anche sotto le Due Torri di un peso crescente, da parte della popolazione straniera, nell’accesso al sistema di edilizia pubblica residenziale. A livelli assoluti gli italiani fanno ancora la parte del leone: su 11.390 alloggi Erp complessivamente assegnati in città, infatti, 9.696 sono occupati da italiani (l’85%), 196 da comunitari (poco meno del 2%) e 1.498 da extracomunitari (il 13%). Guardando le assegnazioni degli ultimi tre anni, si evidenzia che extracomunitari e italiani sono ormai costantemente quasi sullo stesso piano: ai primi sono andati 195 alloggi nel 2012 contro i 198 dei secondi, e 211 contro 227 nel 2013. A fare leggermente pendere la bilancia a favore degli stranieri è la categoria dei comunitari, ossia quei cittadini dell’Ue che hanno fatto richiesta di un alloggio popolare e lo hanno ottenuto: sono stati 51 nel 2012 e 30 nel 2013.

Secondo Bernardini questi numeri rappresentano l’indicazione che è venuto il momento di agire sui criteri che stanno alla base dell’assegnazione delle case di edilizia residenziale pubblica. “lI sistema sta dimostrando tutti i suoi limiti – attacca Bernardini –, perché chi per decenni con le sue tasse ha finanziato il welfare cittadino ora ne usufruisce con sempre più fatica. È necessario rivedere l’impianto normativo alla base delle assegnazioni e il Comune di Bologna deve giocare un ruolo da protagonista nel proporre i correttivi alla legge regionale in materia. Come? Dando più peso ai criteri di cittadinanza e da quanto tempo si ha la residenza sotto le Due Torri. L’assessore regionale al Welfare Gualmini ha dichiarato di voler mettere mano alle norme, e speriamo che intenda correggere queste distorsioni che vanno ai danni degli italiani”.