Giù la maschera: la sindaca di San Lazzaro apre una nuova fase della sua campagna
Giù la maschera: la sindaca di San Lazzaro apre una nuova fase della sua campagna
Bologna, 6 maggio 2021 - "Rinuncio ai miei incarichi all’interno di Italia Viva. Basta partiti, voglio dedicarmi solo a Bologna". Il gesto che molti attendevano è arrivato: Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro che corre alle primarie del centrosinistra per candidarsi alla corsa per Palazzo d’Accursio, ha deciso di lasciare le sue nomine dirigenziali. Il percorso è di fatto completato: la Conti si presenterà agli elettori da civica e indipendente. La decisione è stata comunicata ieri ai vertici del partito, nello specifico a Ettore Rosato (coordinatore nazionale) e all’ex ministra Teresa Bellanova, oggi vice ai Trasporti con Draghi. Il focus Primarie Bologna il 20 giugno, voto online (con Spid) "Tante persone stanno manifestando affetto e...

Bologna, 6 maggio 2021 - "Rinuncio ai miei incarichi all’interno di Italia Viva. Basta partiti, voglio dedicarmi solo a Bologna". Il gesto che molti attendevano è arrivato: Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro che corre alle primarie del centrosinistra per candidarsi alla corsa per Palazzo d’Accursio, ha deciso di lasciare le sue nomine dirigenziali. Il percorso è di fatto completato: la Conti si presenterà agli elettori da civica e indipendente. La decisione è stata comunicata ieri ai vertici del partito, nello specifico a Ettore Rosato (coordinatore nazionale) e all’ex ministra Teresa Bellanova, oggi vice ai Trasporti con Draghi.

Il focus Primarie Bologna il 20 giugno, voto online (con Spid)

"Tante persone stanno manifestando affetto e incoraggiamento verso la mia candidatura – spiega la sindaca, al secondo mandato –, cittadini che desiderano scrivere una nuova pagina nella storia della nostra Bologna. Nel lancio della mia candidatura ho espresso la volontà di mettere in campo una proposta che possa essere fortemente trasversale, civica e indipendente, seppur saldamente nel campo del centrosinistra, che è e sarà sempre la mia casa politica".

Isabella Conti, un gesto per Bologna?

"E’ un gesto d’amore per Bologna e per la mia comunità cittadina".

La sua candidatura ora è puramente civica?

"Assolutamente sì. E’ civica e indipendente, a fronte del fatto che per potermi candidare dovrò obbligatoriamente raccogliere centinaia e centinaia di firme. Infatti per candidarsi ci sono due opzioni: o ti candida un partito e non devi fare nulla, non devi raccogliere nemmeno una firma. Oppure da indipendente quel sostegno lo devi andare a cercare tra le persone. E io lo farò".

Basta parlare di partiti?

"Per poterti candidare da indipendente devi raccogliere le firme dei cittadini. Ora basta parlare di partiti, dobbiamo parlare di cosa vogliamo fare per la città, come dobbiamo uscire dalle nuove povertà, dalla crisi scatenata dal virus, di una nuova rete per la cura della persona. Adesso pensiamo a progettare la città post covid".

Lepore, suo sfidante, ha detto che non ci si dà da soli la patente di civismo.

"Ma io non me la do affatto da sola. Appunto, lascio gli incarichi nazionali e faccio parlare i fatti. Ovvero le persone, che firmeranno per me".

In quanti le hanno chiesto di fare questo gesto?

"Non lo faccio perché mi è stato chiesto, ma perché voglio dedicarmi al progetto Bologna".

Ma qualcuno potrebbe obiettare: avrebbe dovuto stracciare la tessera di Italia Viva.

"Sarebbe un gesto poco dignitoso, perfino opportunista. La mia storia parla per me, una storia di rigore e serietà che credo non abbia bisogno di ulteriori commenti. Sto dimostrando l’indipendenza con i fatti".

E’ la risposta definitiva ai detrattori che ancora la bollano come la candidata di Renzi?

"Sono la candidata dei cittadini che firmeranno per la mia ammissione alle primarie. Voglio ricordarvi che chi ha pensato di controllarmi in passato si è ritrovato in procura. Ho combattuto battaglie che tanti sindaci hanno la fortuna di non vivere. Le insinuazioni sulla mia autonomia e indipendenza, nonostante la mia arcinota storia personale, fanno emergere la cultura maschilista e machista nella quale anche la politica è immersa: se al posto mio ci fosse stato un uomo con la mia storia di lotta per la legalità, nessuno avrebbe pronunciato le parole che mi sono state rivolte. Se fossi stata un uomo non mi avrebbero attaccata alla stessa maniera".

Adesso altri pezzi del Pd potrebbero convergere su di lei. Se lo aspetta?

"Questa mia candidatura parla a tutte le persone che desiderano una nuova visione di città. Lo ripeto: basta parlare di partiti, da oggi mi occupo solo di temi, di programmi e delle proposte per migliorare la qualità della vita dei cittadini".