Festini a base di droga e sesso a Pianoro (Ansa)
Festini a base di droga e sesso a Pianoro (Ansa)

Bologna, 17 ottobre 2021 - Ci risiamo, purtroppo. Dopo Villa Inferno – venerdì è fissata l’udienza preliminare per i 15 imputati – un’altra inchiesta rischia di riportare alla ribalta quel mondo marcio fatto di festini a base di droga e sesso con la presenza di minorenni. Dalla villa con sauna e piscina di Pianoro – "dove la cocaina si trovava anche in cucina" e scene di sesso con una allora diciassettenne venivano filmate e divulgate – a via San Mamolo e ai colli con due Procure al lavoro da mesi e che ora, dopo una prima contestazione di spaccio, ipotizzano un altro macigno: l’articolo 600 bis del codice penale, prostituzione minorile "nel corso dell’anno 2020 e nell’attualità".

Aggiornamento Festini Bologna, una minorenne: "Sui colli tra fumo, cocaina e sesso"

Cinque gli indagati chiamati a rispondere, a vario titolo, di aver ceduto sostanza stupefacente e indotto in qualche modo ragazzine alla prostituzione. Tra loro anche un imprenditore di 45 anni.

L’inchiesta. Una vicenda esplosa alcuni mesi fa, nata sui colli, dove i protagonisti sono soprattutto i figli di famiglie della media e alta borghesia. Amici o semplici conoscenti che si ritrovano a casa, in qualche locale, in strada dopo mesi di chiusure e solitudini. E a quelle serate – già conosciute fin dal 2018 alle forze dell’ordine – gira droga, perlopiù hashish e marijuana, ma anche cocaina e sostanza sintetica che ti sballa in un attimo e può essere devastante.

Proprio durante uno di quegli eccessi, una ragazzina di 17 anni si sente male, all’ospedale serviranno ben pochi accertamenti per capire il motivo del suo stato. Ne uscirà poche ore più tardi con un certificato medico ora agli atti. A dare il là alle indagini dei carabinieri della Bologna centro è la madre della ragazzina che denuncia le sue condizioni, le frequentazioni, i luoghi dei ritrovi. Ma parla anche di atteggiamenti aggressivi subiti dalla stessa figlia, indagata a sua volta ma in un’altra inchiesta per maltrattamenti. Iniziano interrogatori, perquisizioni, sequestri di apparecchi telefonici, sfilate in caserma o negli uffici del pm dei minori Caterina Salusti.

Il primo a finire nella rete è un bolognese all’epoca dei fatti 17enne che vive in una villetta di via San Mamolo dove in più occasioni la ragazzina (che con lui aveva una relazione) e altri amici si sarebbero trovati per fare serata. Tra quelle quattro mura, con i genitori estranei e sconvolti, viene ritrovata una modica quantità di droga sintetica, uno zero virgola ma importante per arrivare a iscriverlo nel registro degli indagati. Detenzione a fine di cessione di sostanza all’amica che poi accuserà il malore, è l’accusa. Parte investigativa chiusa appena pochi giorni con la notifica del fine indagine – ma solo per quella cessione – al neomaggiorenne. Nel calderone finisce anche un amico di 17 anni, già interrogato nelle settimane scorse. Poi la prima svolta, con la caccia ai pesci grossi dello spaccio: ecco allora un fascicolo ’gemello’ aperto questa volta dalla Procura ordinaria che vede iscritte tre persone (tra i 45 e 55 anni) le quali, la scorsa notte, sono state destinatarie di perquisizioni personali e domiciliari, con decreto firmato dal pm Massimiliano Rossi, dai carabinieri della stazione Bertalia durante le quali sono stati sequestrati telefoni, pc e altro materiale ritenuto d’interesse.


Prostituzione. Ma a quelle serate a base di droga, sempre stando alle bordate, alcune delle ragazzine presenti – secondo indiscrezioni almeno due le denuncianti – sarebbero poi state in qualche modo indotte al sesso. Da qui l’addebito, per alcuni degli indagati, di prostituzione minorile. Alla quale deve rispondere anche un bolognese di 46 anni, conducente di auto blu, incensurato, che avrebbe accompagnato nella propria abitazione, in alcune occasioni, qualcuna delle vittime. "Ma tutto è ancora da accertare, attendiamo l’esito delle indagini di cui nulla al momento sappiamo – il commento che arriva dall’avvocato Donata Malmusi – Certo, di nuovo si parla di droga associata a sesso con delle minorenni, fatti allarmanti e gravissimi". Nel corso degli interrogatori, una delle tante ragazze sentite avrebbe raccontato che "la cocaina arrivata con l’auto blu".