Il figlio, per festeggiare i suoi 18 anni, si atteggiava a boss di Gomorra sui social. Il padre, invece, non scherzava affatto. Un mese dopo il compleanno con sfilata di limousine e spari alla Barca, la Squadra mobile è tornata nell’appartamento al Pilastro dove vive il ragazzo con la famiglia. Questa volta i...

Il figlio, per festeggiare i suoi 18 anni, si atteggiava a boss di Gomorra sui social. Il padre, invece, non scherzava affatto. Un mese dopo il compleanno con sfilata di limousine e spari alla Barca, la Squadra mobile è tornata nell’appartamento al Pilastro dove vive il ragazzo con la famiglia. Questa volta i poliziotti non cercavano però l’esuberante giovanotto, già denunciato a suo tempo per procurato allarme, ma il genitore, quarantottenne calabrese, sospettato di gestire una fiorente attività di spaccio all’ingrosso in casa. Un sospetto confermato dalla perquisizione domiciliare dell’altro giorno: i poliziotti della Mobile, nel corso di un appostamento nei pressi dell’abitazione, hanno visto un noto pregiudicato foggiano di 41 anni (arrestato l’ultima volta lo scorso 28 aprile) entrare nel palazzo.

E così, dopo un paio di minuti, hanno deciso di seguirlo. Arrivati a casa del calabrese, hanno trovato l’altro spacciatore sull’uscio, pronto a uscire: con sé aveva un etto di cocaina, appena comprata. Così hanno esteso il controllo a tutta l’abitazione, riuscendo a trovare altri 536 grammi della stessa sostanza, 123 grammi di hashish, 2.655 euro in contanti, tre bilancini di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e pure sostanza da taglio. Una ‘scorta’ più che sufficiente a far scattare le manette per detenzione ai fini di spaccio, sia per il grossista calabrese che per l’acquirente pugliese, venditore al ‘dettaglio’. Entrambi sono stati portati dai poliziotti della Squadra mobile alla Dozza, in attesa della convalida.

Nicoletta Tempera