L’Ausl sui conti in rosso "Nessun rischio di default"

Il direttore generale: "Chiuderemo in equilibrio". Via alle opere con i fondi del Pnrr

"Non c’è nessun rischio di default per l’Ausl di Bologna. Entro il 30 aprile chiuderemo il bilancio 2022 in equilibrio". La rassicurazione è del direttore generale dell’Azienda Usl, Paolo Bordon che manca di sottolineare come "le preoccupazioni non siano tanto per i conti dell’anno che si è chiuso, quanto per l’anno in corso: il sotto finanziamento del sistema sanitario nazionale dopo i difficili anni del Covid, un’inflazione che appesantisce tutti i conti, l’alto costo dei nuovi farmaci che vengono acquistati, il costo dell’energia e ci mettono di fronte a uno scenario difficile".

La buona notizia, arriva invece, dalle opere che partiranno tra giugno e settembre con i fondi del Pnrr che, per Bologna e Città Metropolitana ammontano a quasi 63 milioni di euro. Si tratta di 23 opere tra ospedali della comunità, case della comunità e l’adeguamento sismico di una parte del Bellaria. A questi, si aggiungono altri due interventi: la realizzazione della casa della salute di San Lazzaro e quella del centro ambulatoriale, riabilitazione e uffici nell’ospedale di Vergato. Per quanto riguarda, in particolare, la città gli interventi saranno sette: una nuova casa della comunità nel quartiere Savena-Santo Stefano, mentre nel Porto-Saragozza, la casa della comunità subirà un risanamento definito ’conservativo’. Ristrutturazione della casa di comunità presente in via Colombi, mentre una manutenzione straordinaria è prevista per quella in via Mengoli. Non solo ristrutturazione ma anche ampliamento per la casa di comunità del Pilastro. Anche il Bellaria subirà un restauro con adeguamento sismico per il padiglione C, mentre padiglione Palagi del Sant’Orsola vedrà una manutenzione straordinaria. Il termine dei lavori in tutti i cantieri è previsto entro il 31 marzo 2026.

L’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini, che ha presentato tutti i progetti che saranno effettuati in Emilia Romagna, oltre a ribadire "che non ci sarà nessun commissariamento della sanità regionale", ha annunciato il piano di riforma dei pronto soccorso, che sarà adottato entro giugno. Dalla prossima settimana inizierà il confronto con le varie Conferenze territoriali socio-sanitarie. Tre gli obiettivi: migliorare la rete del soccorso per portare i pazienti nelle strutture nel minor tempo possibile; ripensare il sistema dell’emergenza-urgenza, intercettando sul territorio i codici bianchi e verdi che rappresentano il 70 per cento (afferma Donini) degli accessi ai pronto soccorso; infine migliorare la vita e il lavoro del personale di pronto soccorso tenendo presente che nei prossimi tre anni, a livello nazionale, andranno in pensione 5.000 operatori, a fronte di 1.500 ingressi.

Il confronto in Ctss sulla riforma del pronto soccorso "inizierà subito dopo Pasqua – afferma l’assessore comunale al Welfare, Luca Rizzo Nervo –. Abbiamo bisogno di più posti a media e bassa intensità sul territorio per alleggerire i pronto soccorso".

Monica Raschi