di Federica Orlandi Continua la conta dei contagi nei focolai delle aziende di logistica, in città. Crescono i casi alla Tnt (dove a oggi, con oltre 52 infetti, è positivo il 20 per cento dei dipendenti) e alla Bartolini: sono infatti 17 i nuovi contagi riconducibili ai due focolai, secondo quanto annunciato ieri da Ausl e Regione nel bollettino quotidiano. Non solo. "Una nuova positività è stata registrata in un’altra azienda del settore, la Geodis Srl, che si trova all’Interporto di Bentivoglio – rivela Tiziano Loreti, rappresentante del sindacato Si Cobas –. L’uomo contagiato, spaventato, è andato autonomamente a farsi il tampone al pronto soccorso, scoprendo di essere positivo"....

di Federica Orlandi

Continua la conta dei contagi nei focolai delle aziende di logistica, in città. Crescono i casi alla Tnt (dove a oggi, con oltre 52 infetti, è positivo il 20 per cento dei dipendenti) e alla Bartolini: sono infatti 17 i nuovi contagi riconducibili ai due focolai, secondo quanto annunciato ieri da Ausl e Regione nel bollettino quotidiano. Non solo. "Una nuova positività è stata registrata in un’altra azienda del settore, la Geodis Srl, che si trova all’Interporto di Bentivoglio – rivela Tiziano Loreti, rappresentante del sindacato Si Cobas –. L’uomo contagiato, spaventato, è andato autonomamente a farsi il tampone al pronto soccorso, scoprendo di essere positivo". L’Azienda Usl, contattata, a oggi non ha confermato il contagio.

"Stamattina (ieri, ndr) abbiamo avuto un incontro – prosegue Loreti – per chiedere all’azienda coinvolta di fare i tamponi a tutti i lavoratori e a concedere loro più pause e per più tempo, dato che i magazzini in cui svolgono le attività, seppur moderni, sono sprovvisti di aria condizionata. E i dipendenti, per lo più donne, sono costretti a sudare dentro le mascherine senza poterle mai togliere né abbassare la guardia". L’appello del sindacato è che vengano chiuse tutte le aziende in cui si accertino contagi, "tanti o pochi non ha importanza", sottolinea Loreti.

Nel frattempo, prosegue l’attività di screening della Regione, che proprio oggi firmerà l’ordinanza per disporre i test sierologici e tamponi a tappeto obbligatori in tutte le aziende dei settori di logistica e lavorazione carni.

Anche ieri, per il quinto giorno di seguito, non ci sono stati decessi causati dal Coronavirus in tutta l’Emilia-Romagna, mentre sono stati ben 71 i nuovi casi (48 gli asintomatici), di cui 21 in provincia di Modena, 19 in quella di Bologna (sei senza sintomi) e 11 in quella di Ferrara. Il totale di contagiati dall’inizio dell’emergenza sanitaria a Bologna raggiunge così quota 5.092. Come anticipato, ben 17 dei nuovi positivi sono riferiti ai focolai isolati nei nelle aziende di logistica bolognesi: di questi, sei casi sono stati registrati a Bologna (cui vanno aggiunti gli altri, dichiarati riconducibili a situazioni familiari già note all’Azienda sanitaria, alcune anche legate a lavoratori positivi delle aziende di logistica), nove invece a Ferrara, tutti legati al focolaio della Tnt. Difatti, si ricorda, il dato quotidianamente divulgato da Ausl e Regione dipende dal luogo in cui è stato fatto il tampone e non alla residenza di chi vi si sottopone.

"I dati – afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – confermano quello che da alcuni giorni sta accadendo in Emilia-Romagna, in Italia e in Europa: il contagio da Covid si sta diffondendo soprattutto nelle realtà produttive legate ai settori della logistica e della lavorazione delle carni (il riferimento è al focolaio in un prosciuttificio modenese, ndr). Gli interventi immediati e massivi che abbiamo messo in campo consentono di fare emergere tante persone positive asintomatiche, spesso già in isolamento domiciliare, attraverso una efficace azione di contact tracing. Ciò contribuisce a non impegnare in maniera preoccupante le strutture sanitarie e i reparti ospedalieri e a gestire e poi spegnere, di volta in volta, i focolai che si innescano. Ci conforta il fatto che per il quinto giorno consecutivo non ci siano decessi e che non sia aumenta il numero di pazienti in terapia intensiva, così come negli altri reparti riservati al Covid".