Maturità 2019: "Voti troppo bassi al Fermi" (Foto d'archivio Imagoeconomica)
Maturità 2019: "Voti troppo bassi al Fermi" (Foto d'archivio Imagoeconomica)

Bologna, 6 luglio 2019 - Volti increduli quelli dei 17 studenti della V S del liceo Fermi davanti ai tabelloni finali di una maturità che per loro è stata una via crucis. Increduli i figli, furenti i genitori che si preparano a chiedere un accesso agli atti, primo step per un eventuale ricorso alle carte bollate. Tutto questo mentre l’Ufficio scolastico regionale attende la relazione degli ispettori inviati per verificare l’operato della commissione che ha esaminato i 34 ragazzi della VS e della VT. «È un’ingiustizia» balbetta, bianco in volto, più di un maturo davanti a quei voti finali in centesimi che raccontano come una classe con medie del sette, dell’otto e finanche del nove, sia ricondotta a una massa di sessanta e dintorni (ovvero la sufficienza o poco più) e un bocciato. Addirittura una ragazza con la media del nove abbondante, «brillante», conquista il diploma con 77. Anche i crediti erano alti.

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«Quei voti non rispecchiano certo il nostro impegno di cinque anni. Perché?», chiedono i ragazzi allibiti. Insomma un buon biglietto da visita che diventa carta straccia davanti alla commissione che si è attenuta in modo pedissequo alla linee guida del Miur. Gli scritti: una strage. In italiano, due agguantano la sufficienza, il resto sono dal cinque in giù.

«Ho preso tre – lamenta un ragazzo –, ma il mio compito non era tale. Durante l’anno prendevo anche otto».

Peggio va per matematica-fisica: uno solo ce la fa ed è anche chi aveva incassato la sufficienza in italiano. Davanti a quel mare di segni rossi, ci si rivolge subito ai tre prof interni della commissione, ovvero i docenti di Matematica, Filosofia e Arte che hanno seguito i 17 negli anni del liceo.

«Ci hanno detto che le prove di italiano erano piene di errori grammaticali, sintattici e ortografia, ma quando li abbiamo visti – raccontano i ragazzi – ce ne era uno dove mancava l’apostrofo e uno con un errore ortografico».

Ragazzi spaventati, genitori agitati, cominciano a porsi domande: «Sono stati ammessi con buoni voti, ci hanno sempre detto che era un’ottima classe, omogenea. E poi, cosa è accaduto?», vogliono sapere Luisa Paniccia, Caterina Patera, Cristina Marchesini, portavoce delle famiglie che si stanno muovendo compatte.

«Addirittura – proseguono – qualcuno ha ventilato che i voti dei cinque anni non fossero veritieri. Sarebbe incredibile».

Partono mail al liceo, al Miur a Roma e a via Castagnoli, che risponde mandando gli ispettori. «I prof interni ripetevano: studiate per l’orale, siate precisi».

Davanti a quegli scritti, il terrore delle bocciatura diventa concreto: «La commissione ci è sembrata molto rigida. A turno abbiamo anche assistito agli orali – raccontano i genitori –. Più che dei colloqui, come previsto dalla nuova maturità, ci sono sembrati delle interrogazioni che, oltretutto, duravano un’ora e mezza». La valutazione finale, concludono, «non corrisponde al vero».