Meningite
Meningite

Bologna, 23 gennaio 2019 – Nessuna denuncia e funerale già fatto, lunedì scorso. La famiglia del piccolo David Spinelli, 2 anni, morto sabato all’ospedale Maggiore per una meningite B, è straziata dal dolore e ora cerca solo di guardare avanti. «Siamo a posto così, non vogliamo fare nulla», taglia corto il padre del bambino che non sembra intenzionato a sporgere denuncia contro l’ospedale e contro l’Ausl. L’azienda sanitaria non ha avviato un’inchiesta interna, ritenendo idonei i protocolli operativi applicati sul bimbo sia al primo accesso al pronto soccorso, in stato febbrile, sia successivamente, né risultano arrivate segnalazioni in procura. I pm, però, hanno deciso di muoversi autonomamente, aprendo un fascicolo conoscitivo, per ora senza indagati.

«Posso fare solo una raccomandazione – ha detto ieri l’assessore alla Sanità regionale Sergio Venturi –: il bambino deceduto era vaccinato per i vaccini obbligatori, ma non per quel tipo di meningite, nonostante noi offriamo quella possibilità: per questo credo che dobbiamo serrare le fila ed essere sempre più convincenti, perché in età 0-4 anni dobbiamo fare tutti i vaccini disponibili». Anche l’assessore conferma che «l’azienda sanitaria ha fatto tutte le relazioni del caso e chi di dovere, valuterà».

Gli accertamenti sanitari sul piccolo hanno evidenziato, infatti, la presenza di Neisseria mengitidis, ceppo del meningococco di tipo B, confermando la diagnosi clinica di choc settico. I genitori di David lo avevano portato una prima volta in ospedale venerdì scorso, poco prima di mezzogiorno, con la febbre alta. David era stato visitato e secondo l’Ausl era «in buone condizioni generali» con una infiammazione alle alte vie respiratorie. Il piccolo rispondeva alla terapia di paracetamolo, compatibile quindi con il periodo di picco influenzale, pertanto era stato dimesso alle 12.53 con terapia antipiretica e antiinfiammatoria. Ma in serata, alle 20, i genitori lo hanno riportato al pronto soccorso: David si era aggravato, con segni evidenti di shock settico in atto. Le terapie applicate d’urgenza, però, non sono state sufficienti: ricoverato in Rianimazione, il bimbo è morto nella notte tra il 18 e il 19 gennaio.